Cronaca
27.09.2019 - 14:430

Piove sul bagnato all'aeroporto. "Governo, non aumentare la partecipazione a LASA. Se il Parlamento dice sì, sarà referendum"

Si è costituito ieri il comitato referendario, contrario al fatto che il Governo aumenti la sua quota al 40%. ". Gli avvenimenti degli ultimi mesi hanno mostrato quanto fragili ed improbabili siano progetti fondati sulle tratte di Ginevra e Zurigo"

LUGANO – Gli ultimi sviluppi in merito all’aeroporto di Lugano, con Adria rimasta a terra (non si sa quando e se riprenderà a volare), si è formato il comitato referendario pronto a contestare il messaggio governativo secondo cui il Cantone dovrebbe aumentare la sua partecipazione al capitale della LASA.

In una nota firmata dalla rappresentante MPS Simona Zürcher, si legge che “si è costituito ieri sera a Bellinzona il comitato referendario contro la proposta del governo cantone (sostenuto da una proposta complementare della città di Lugano) di aumentare la partecipazione del Cantone al capitale della LASA (portandolo dall’attuale 12,5% al 40%) e mettendo a disposizione altri fondi per coprire le perdite attuali e quelle previste in futuro da parte della società. Il tutto nel quadro di un progetto teso a sviluppare l’aeroporto di Lugano-Agno e di trasformarlo in un polo di interesse cantonale (di fatto una cantonalizzazione strisciante della LASA, la società di gestione dell’aeroporto)”.

Il comitato referendario, viene annunciato, qualora il Gran Consiglio dovesse accettare il messaggio presentato lo scorso 4 settembre, lancerà un referendum.

I motivi? “Come è già stato messo in rilievo a più riprese, non vi sono ormai da molto tempo ragioni economiche e sociali che giustifichino la continuazione la gestione dell’aeroporto nelle condizioni nelle quali si è sviluppato negli ultimi anni: e questo anche nell’ipotesi che gli ultimi collegamenti ai quali la società di gestione si aggrappa (Ginevra e Zurigo) potessero essere garantiti un futuro prossimo. Gli avvenimenti degli ultimi mesi (e quelli ancora più tragicomici degli ultimi giorni) hanno mostrato quanto fragili ed improbabili siano progetti fondati sulla prospettiva qui sopra evocata”, scrive il comitato.

“Senza dimenticare poi che a considerazioni di ordine finanziario e sociale, si aggiungono considerazioni di organizzazione del traffico e, piuù in generale, di ordine ecologico e ambientale: tutte considerazioni che spingono senza esitazioni a sostenere altre soluzioni”, proseguono, lanciando un invito al Consiglio di Stato: “sperando che la ragione possa ritornare ad imporsi di fronte alle evidenze degli scorsi giorni, invitiamo il Governo a ritirare il messaggio presentato nelle scorse settimane, essendo chiaramente venuti a cadere anche gli ultimi fragili elementi a supporto della proposta del governo (e della città di Lugano). In ogni caso il comitato ha deciso di mettere in atto tutti gli atti preparatori per lanciare la campagna di raccolta firme qualora il Parlamento cantonale dovesse sostenere la proposta del Governo”.

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