Caroselli a Bellinzona. TIpress/Alessandro Crinari
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07.07.2021 - 15:070
Aggiornamento : 09.07.2021 - 18:23

Tra calcio e vita. Wicht: "Se io emigrassi, non festeggerei la mia nazionale d'origine. Anzi la schiferei"

Frasi forti del leghista, ispirate dai caroselli dei tifosi italiani di ieri. "In 5 anni di commissione passaporti, mi sono sempre chiesto come mai il 90% degli italiani chieda il passaporto svizzero e festeggino la patria da dove sono scappati"

LUGANO/BELLINZONA - L'Italia, pur soffrendo, ieri si è qualificata per la finale di Euro 2020 (giocato un anno dopo causa Covid). Come sempre, i tifosi si sono lasciati andare a caroselli e manifestazioni di gioia. E purtroppo non sono mancate le polemiche social, con tifosi svizzeri pronti a commenti sprezzanti verso gli azzurri, che hanno eliminato la nazionale che ha sancito il ritorno a casa della Svizzera.

Alcuni sfoghi sono stati cancellati dopo poche ore, con tanto di scuse. Peccato davvero, in un momento in cui anche la situazione pandemica lascia la possibilità di festeggiare per le strade, che vi siano certe polemiche. Anche negli anni precedenti si ricordano caroselli e feste di tifosi di nazionali diverse, dal Portogallo che ha una folta rappresentanza di immigrati ad altre, ma in fondo il bello del calcio e di manifestazioni simili è anche questo!

Un post destinato a far discutere, più per il ragionamento di fondo che per la polemica calcistica, è quello del leghista di Lugano Omar Wicht. Il quale scrive, ovviamente rivolto ai tifosi italiani: "La propria patria va festeggiata nella propria nazione. Senza rancore".

Poi spiega: "Se un giorno (spero mai) dovessi emigrare in un altro paese, ne sarei grato e rispettoso fino alla morte e schiferei la mia ex patria. Se dovessi emigrare per coerenza, verso ciò che la vita mi ha fatto fare si, schiferei la nazione che non mi ha dato una possibilità. Fiero della mia patria me la vivo e me la godo". Aggiungendo che il suo non è razzismo bensì realismo: "In 5 anni di commissione passaporti, mi sono sempre chiesto come mai il 90 percento degli italiani chieda il passaporto svizzero, per poi festeggiare la patria da dove sono scappati". Il discorso a suo dire non si applica per chi si trasferisce per motivi diversi dalla necessità.

Molti i commenti ironici, come chi chiede se un ticinese che lavora a Zurigo non può più tifare Ambrì o Lugano. 

Wicht prosegue: "Ragazzi fidatevi, se un giorno avrete la fortuna di essere nella commissione passaporti e vedi 10mila italiani che leccano per prendere il passaporto Svizzero, e che leccate… vi inviterei una sola volta a presenziare ad una seduta vedere come parlano male se non malissimo dell’Italia, (poi magari te li ritrovi a festeggiare), due domande te le fai e non trovi le risposte".

 

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