Economia
08.08.2019 - 15:060

Il 35% dei ticinesi pensa a andare a vivere in Italia. "E lo fanno per necessità"

Caro vita, stipendi bassi, quattro persone su dieci dicono di non riuscire a risparmiare nulla. Dunque sarebbero pronti al passo. Albertini: "Il problema sta alla base. Leggiamo tra le righe, per la politica è un campanello d'allarme"

BELLINZONA – Andare a vivere in Italia perché la vita costa meno? Insomma, fare i frontalieri pur essendo svizzeri? Una realtà che negli ultimi anni è aumentata e che potrebbe aumentare ancora. È vero che fra le intenzioni e il fare sul serio qualcosa c’è parecchia differenza, però stando a un sondaggio di Ticino&Lavoro sarebbero ben il 35% i ticinesi pronti a trasferirsi al di là del confine.

Qui, a loro avviso, tutto costa troppo. Dalla vita in generale agli affitti, e poi c’è il problema non trascurabile degli stipendi troppo bassi.

Qualche tempo fa Giovanni Albertini, politico PPD e presidente di Ticino&Lavoro, si era detto pronto a farlo, per potersi costruire un futuro, con una famiglia e una casa. Adesso chiede urgentemente che la politica si chini sul problema, perché dal sondaggio è anche emerso che ben il 40% degli intervistati non riesce a risparmiare nulla alla fine del mese. 

“Più che andare o non andare a vivere in Italia il problema sta alla base! Stipendi bassi, spese alte, impossibilità di risparmiare qualche Franco sul conto risparmio, impossibilità di acquistare un immobile, quindi in affitto per tutta la vita, spese e imposte alte (nessuno sgravo per il ceto medio): sono queste le problematiche”, avverte sui social. “Spesso coloro che vanno a vivere in Italia lo fanno per necessità e questa è una conseguenza sulla quale bisogna lavorare con l’obiettivo di non far aumentare questo fenomeno preoccupante dei frontalieri Svizzeri. Leggiamo tra le righe!”.

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