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17.01.2023 - 09:450
Aggiornamento: 11:36

Fuga di cervelli e invecchiamento: l’esempio di Neuchâtel

Il fenomeno del “braindrain” e la strategia del Cantone romando per farvi fronte. L’opinione di Leandro de Angelis, co-presidente dei Giovani Verdi Liberali: “Il Ticino dovrebbe trarre ispirazione”  

di Leandro De Angelis*

 

Quando si parla di fuga di cervelli e invecchiamento, Ticino e Neuchâtel hanno un punto in comune e uno che li separa. Il punto comune è che entrambi hanno una popolazione in calo, perdono giovani ben formati e stanno invecchiando. La differenza è che Neuchâtel ha reagito, mentre in Ticino non sembra esserci nessun piano d’intervento.

Secondo le previsioni demografiche, entro il 2050 il 35% dei ticinesi saranno over 65, contro l'attuale 24%. Un tale invecchiamento sarebbe insostenibile per AVS e casse pensioni e avrebbe un notevole impatto sui bilanci statali. A livello di fuga di cervelli, si sa che il numero di ticinesi che dopo gli studi spostano il domicilio al Nord delle Alpi è più che raddoppiato tra il 2011 e il 2019, passando dall’11,5% al 25,7% dei laureati. Questo numero tiene conto solo di coloro che si sono spostati ufficialmente e nasconde dunque una percentuale più alta.

Per essere costruttivo e nella speranza che questo articolo giunga sotto gli occhi di chi, a Bellinzona, si occupa del tema, riassumo ciò che si è fatto a Neuchâtel. Dal 2016 il Cantone ha cominciato a perdere popolazione, poiché il saldo intercantonale già negativo è peggiorato, mentre gli arrivi dall’estero sono diminuiti. Dal 2016 al 2020, Neuchâtel ha perso 2700 abitanti, corrispondenti a una perdita di base fiscale di circa 70 milioni. Confrontato a un problema simile a quello ticinese, il governo ha reagito inserendo il tema tra le sue priorità per la legislatura 2017-2021 e ha creato una task force per dei lavori d’esplorazione. Nel 2019 il governo ha lanciato un progetto dotato di 2,3 milioni su 5 anni e ha fissato i seguenti obiettivi: far ritornare il Cantone a una crescita demografica comparabile a quella Svizzera, riequilibrare il flusso migratorio internazionale e migliorare la percezione dell’attrattività del Cantone. Per dirigere il progetto è stato nominato un “delegato alla domiciliazione” incaricato di sviluppare una strategia coordinandosi con servizi governativi e altri attori. Questa persona ha cominciato a lavorare sostenuta da una squadra interdipartimentale e si è così arrivati alla definizione di 10 misure prioritarie, che spaziano dal partenariato con le aziende al reclutamento mirato di nuovi abitanti. Centrale è anche una strategia di marketing per cambiare la percezione del Cantone da terra di partenza e di scarse opportunità a destinazione di arrivo ideale. A questo scopo è stato creato per esempio il sito web www.neuchatel-un-canton-a-vivre.ch

Questo esempio ci dimostra che combattere un problema strutturale come quello della fuga di cervelli o dell’invecchiamento è possibile, ma bisogna lavorare e guardare al lungo termine. Questo è il tipo di politica nel quale credo e che, come verdi liberali, vogliamo portare avanti. Un tipo di politica del quale il Ticino ha urgentemente bisogno.

 

* Co-presidente Giovani Verdi Liberali Ticino (GVLT) e candidato in Gran Consiglio

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