Frosinone
Roma
20:30
 
Rapperswil
2
Sciaffusa
0
fine
(1-0)
SC Kriens
0
Servette
3
fine
(0-1)
Chiasso
1
Winterthur
0
2. tempo
(1-0)
Xamax
0
Basilea
1
1. tempo
(0-1)
Sion
1
S.Gallo
1
1. tempo
(1-1)
Ambrì
Bienne
19:45
 
Davos
Zurigo
19:45
 
Lugano
Lakers
19:45
 
Langnau
Friborgo
19:45
 
Zugo
Berna
19:45
 
BUF Sabres
2
WAS Capitals
0
1. tempo
(2-0)
NY Rangers
3
NJ Devils
0
1. tempo
(3-0)
Frosinone
SERIE A
0 - 0
20:30
Roma
Ultimo aggiornamento: 23.02.2019 19:42
Rapperswil
CHALLENGE LEAGUE
2 - 0
fine
1-0
Sciaffusa
1-0
1-0 TEIXEIRA PEDRO
41'
 
 
 
 
79'
HELBLING YANNICK
2-0 TEIXEIRA PEDRO
90'
 
 
41' 1-0 TEIXEIRA PEDRO
HELBLING YANNICK 79'
90' 2-0 TEIXEIRA PEDRO
Venue: Stadion Grunfeld.
Turf: Natural.
Capacity: 2,500.
Ultimo aggiornamento: 23.02.2019 19:42
SC Kriens
CHALLENGE LEAGUE
0 - 3
fine
0-1
Servette
0-1
 
 
45'
0-1 IAPICHINO DENNIS
 
 
60'
0-2 SCHALK ALEX
 
 
69'
0-3 COGNAT TIMOTHE
IAPICHINO DENNIS 0-1 45'
SCHALK ALEX 0-2 60'
COGNAT TIMOTHE 0-3 69'
Venue: Ground Stadion Kleinfeld, Kriens.
Turf: Natural.
Capacity: 5,360 (540 seated).
Ultimo aggiornamento: 23.02.2019 19:42
Chiasso
CHALLENGE LEAGUE
1 - 0
2. tempo
1-0
Winterthur
1-0
1-0 POLLERO RODRIGO
13'
 
 
13' 1-0 POLLERO RODRIGO
Venue: Stadio Comunale Riva IV.
Turf: Natural.
Capacity: 5,000.
Ultimo aggiornamento: 23.02.2019 19:42
Xamax
SUPER LEAGUE
0 - 1
1. tempo
0-1
Basilea
0-1
 
 
35'
0-1 STOCKER VALENTIN
STOCKER VALENTIN 0-1 35'
Venue: Stade de la Maladiere.
Turf: Natural.
Capacity: 11,997.
Ultimo aggiornamento: 23.02.2019 19:42
Sion
SUPER LEAGUE
1 - 1
1. tempo
1-1
S.Gallo
1-1
 
 
18'
NUHU MUSAH
1-0 KASAMI PAJTIM
24'
 
 
 
 
38'
1-1 SIERRO VINCENT
NUHU MUSAH 18'
24' 1-0 KASAMI PAJTIM
SIERRO VINCENT 1-1 38'
Venue: Stade Tourbillon.
Turf: Natural.
Capacity: 14,283.
Ultimo aggiornamento: 23.02.2019 19:42
Ambrì
LNA
0 - 0
19:45
Bienne
Ultimo aggiornamento: 23.02.2019 19:42
Davos
LNA
0 - 0
19:45
Zurigo
Ultimo aggiornamento: 23.02.2019 19:42
Lugano
LNA
0 - 0
19:45
Lakers
Ultimo aggiornamento: 23.02.2019 19:42
Langnau
LNA
0 - 0
19:45
Friborgo
Ultimo aggiornamento: 23.02.2019 19:42
Zugo
LNA
0 - 0
19:45
Berna
Ultimo aggiornamento: 23.02.2019 19:42
BUF Sabres
NHL
2 - 0
1. tempo
2-0
WAS Capitals
2-0
1-0 POMINVILLE
4'
 
 
2-0 REINHART
13'
 
 
4' 1-0 POMINVILLE
13' 2-0 REINHART
Ultimo aggiornamento: 23.02.2019 19:42
NY Rangers
NHL
3 - 0
1. tempo
3-0
NJ Devils
3-0
1-0 VESEY
5'
 
 
2-0 STROME
9'
 
 
3-0 KREIDER
15'
 
 
5' 1-0 VESEY
9' 2-0 STROME
15' 3-0 KREIDER
Ultimo aggiornamento: 23.02.2019 19:42
Estero
25.04.2018 - 16:260
Aggiornamento 19.06.2018 - 15:43

Che Italia è rimasta dalla lotta partigiana? "Il nemico da combattere è lo stesso, un fascismo ansioso di legittimazione. E la mafia e il razzismo..."

In occasione del 25 aprile, festa della Liberazione, pubblichiamo la dura analisi sulla Penisola di oggi da parte di un giurista internazionale, che giudica Berlusconi e Renzi "frutti velenosi di una pessima classe dirigente", attacca la Lega Nord, parla di una "stagione cupa" ma poi apre alla speranza

di Fabio Marcelli*

La memoria è importante perché chi non la coltiva è destinato a ricommettere gli errori del passato. La storia dell’Italia contemporanea è una buona dimostrazione della validità di questo assioma. 73 anni fa la lotta dura dei nostri padri e nonni e il sacrificio di migliaia di loro consentirono al popolo italiano di ottenere la libertà dal nazifascismo, ma – come testimoniato di recente da Carlo Smuraglia – la guerra di liberazione era diretta anche a ottenere un Paese più giusto e degno.

Ne scaturì la Costituzione repubblicana, fondamentale documento che dovrebbe essere alla base della nostra convivenza pacifica e democratica. Ma purtroppo essa è rimasta in buona parte sulla carta. Dov’è l’uguaglianza formale e sostanziale? Dove il diritto al lavoro? Dove i limiti alla proprietà e all’impresa? Dove il ripudio della guerra? E l’elenco delle inadempienze potrebbe continuare a lungo.

Progressivamente, anzi regressivamente, una classe politica sempre peggiore da ogni punto di vista – anche al di là delle tradizionali distinzioni fra destra e sinistra – ha non solo dimenticato ma anche oltraggiato e violato il sacro testo costituzionale. Gli ultimi sprazzi di fedeltà allo stesso si sono visti negli anni Settanta, con lo Statuto dei lavoratori, il servizio sanitario nazionale, l’istituzione delle Regioni, la riforma del diritto di famiglia. Ne è seguita una stagione sempre più cupa, segnata sempre più a fondo dall’indebolimento del potere dei lavoratori e dall’avanzata di mafia e corruzione in tutte le sue forme.

Attacchi alla salute e all’ambiente, devastazione del territorio e rovina del patrimonio culturale per effetto della speculazione edilizia, degenerazione di istruzione e sanità, politica estera contrassegnata dalla piena sottomissione ai centri del potere imperiale. Questo è quanto ha combinato una pessima classe dirigente negli ultimi, grosso modo, 40 anni. Frutti velenosi ne sono stati prima Silvio Berlusconi e poi Matteo Renzi, autore di una proposta di cambiamento del testo costituzionale fortemente respinto a grande maggioranza dall’elettorato.

Il tutto ovviamente, in pieno dispregio dell’eredità trasmessaci dalle brigate partigiane e dei principi contenuti nella Costituzione repubblicana. In un contesto sempre più segnato dai processi della globalizzazione stiamo affrontando nuovi fenomeni, in buona misura inediti per il nostro Paese. Le migrazioni di massa – che non sono il frutto del complotto di qualcuno ma un portato inevitabile dello sviluppo squilibrato del pianeta – ci hanno trasformato da Paese di emigrati a Paese di emigrati e di immigrati, anche se i primi continuano a essere più dei secondi.

L’assenza dello Stato – maldiretto e anzi spesso saccheggiato dalla pessima classe politica di cui sopra – ha fatto sì che questo fenomeno epocale venisse sfruttato economicamente dalle mafie e politicamente da forze politiche come la Lega Nord o i vari gruppuscoli nazifascisti che si muovono nella sua orbita.

Il contesto è indubbiamente difficile. Eppure, la Resistenza e la Costituzione repubblicana devono continuare a costituire il nostro faro e il nostro punto di riferimento fondamentale. Tenendo presente che il nemico che dobbiamo combattere è lo stesso che a suo tempo affrontarono i partigiani. Un fascismo che torna alla carica ansioso di rilegittimazione e forte dell’analfabetismo di ritorno e della mancanza totale di memoria di gran parte della popolazione italiana.

Una mafia che – sebbene condannata anche nelle sue propaggini istituzionali dai giudici di Palermo con la recente sentenza sulla cosiddetta trattativa – continua a essere fortissima in tutto il Paese e sul piano internazionale alimentandosi inoltre dei processi di finanziarizzazione essendo in grado di gettare sul piatto enormi liquidità e a godere di complicità di alto bordo (il cosiddetto terzo livello che è ancora ben lungi dall’essere smantellato o anche solo identificato con precisione). Un razzismo che addita agli ingenui e ai demuniti gli stranieri e i “negri” come bersaglio da combattere.

Un’orrida Trimurti, questa fascismo-mafia-razzismo, che esprime indubbiamente il peggio della nostra storia e del nostro carattere nazionale. Contro di essa dovrà esprimersi e organizzarsi con forza sempre maggiore, l’attività dei nuovi partigiani. Per una nuova Liberazione che non tarderà a venire, se lavoreremo bene e indicheremo con chiarezza la situazione a tutte e tutti coloro che vorranno e potranno intenderla.

“giurista internazionale, da ilfattoquotidiano.it
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