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08.08.2017 - 08:300
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Non è tutto caldo ciò che suda. "Con le temperature percepite calcolate all'italiana, ai Tropici si meterrebbe direttamente la pasta nel piatto". Filippo Facci mette i puntini sulle i

Per il giornalista, la temperatura percepita, che fa sensazione (si pensi ai 55° nel casertano) non è calcolabile. "Una truffa che va smascherata, certe temperature non ci sono neppure a Kuwait City. I siti meteo e l'attendibilità delle previsioni...

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ROMA - Fa caldo, è vero, ma la temperatura è quasi diventata un business. E così c'è la gara a chi strilla di più, a chi mostra immagini di sudore e fontane in cui rinfrescarsi, di città deserte e spiagge piene di gente alla ricerca di refrigerio (anche se a volte, quelle immagini sono di repertoro, se è vero che un lettore, qualche tempo fa, scrisse al settimanale Tv Sorrisi e Canzon idicendo di essersi visto sulla spiaggia a Mondello... solo che non ci andava da due anni!). Maggiori sono i gradi, maggiore è la notizie. Così, spesso, dai gradi reali si passa a quelli percepiti.

Ma non è tutto caldo ciò che suda, si potrebbe parafrasare così il celebre detto non è tutto oro quel che luccica. Il giornalista italiano Filippo Facci, in un articolo su Libero Quotidiano, ha voluto sfatare alcuni miti. "Fa caldo davvero, un caldo boia, ma il "caldo percepito" è una truffa che va smascherata: perché i «63 gradi percepiti» urlati da Rainews e da innumerevoli siti e giornali, compresi La Stampa e il Corriere che ieri annunciavano 55 gradi in Campania (percepiti, ovvio) è roba che non trovi nella Valle della Morte negli Stati Uniti o nelle città più calde del mondo come Avhaz in Iran (46 di media) o Kuwait City che è la città più bollente che esista, con di 46,1 di media. Quindi ricordatevi alcune cosette", scrive.

È vero, si parla di Italia, dove ogni cosa diviene scoop e notizia sensazionale più che qui, ma alcuni dettagli sulle temperature, sulla meteo e sul caldo possono far comodo anche a noi ticinesi, che forse siamo sopravvissuti alla canicola (forse, perchè oggi le temperature appaiono più basse, ma non si sa mai...).

Il caldo percepito, inizia a spiegare Facci, esiste, ma su di esso si possono architettare piccole truffe. "Il caldo percepito è un indice di disagio: dice solo che, rispetto ai gradi centigradi, possono esserci delle specifiche (in genere l' umidità, ma anche il vento o singole caratteristiche dell' individuo) che possono rendere difficili l' evaporazione del sudore e favorire perciò i malori e i colpi di calore . Ma non ha senso fissare un numero preciso di gradi percepiti". Come ottengono, in molti, cifre sahariane? "Non di rado si prende la massima temperatura reale (tipo: 40 gradi) e le si applica un coefficiente basato sul momento di umidità massima, e cioè di notte".

Passando a qualche esempio, cita i 55° percepiti nel casertano: "se infilano un braccio nel forno della pizza forse la percepiscono ancora più alta. Siccome ai tropici 40 gradi e 100 per cento di umidità sono la norma, calcolando la temperatura percepita - all' italiana - allora dovrebbe fare 100 gradi percepiti: da buttare la pasta direttamente nel piatto".

Discorso diverso per il freddo percepito, per esempio dagli alpinisti, che -4° e 30 nodi di vento, sentono -14°.

Facci poi attacca i siti meteo, definendolo un lucroso business. "Hanno tutto l' interesse non solo che li clicchiate, ma che torniate a farlo il più spesso possibile, ragione per cui tra le "tendenze" (che non sono previsioni: sono tendenze, così loro risolvono ogni problema di inattendibilità) c' è spesso piovosità nei weekend, il che induce a tornare più volte sul sito per vedere se la situazione sia cambiata". Lo stesso discorso vale per il sensazionalismo, anche se qui, appunto, parliamo più della situazione italiana che di quella ticinese e svizzera.

Un fattore importante a qualsiasi latitudine è l'attendibilità delle news legate alla meteo: "le previsioni serie e pressoché certe sono a non più di due giorni, mentre a 3-4 giorni la percentuale di attendibilità scende circa all' 80 per cento: è già molto, e tutto il resto - previsioni a 15 giorni - sono delle riconosciute idiozie che le leggi della meteorologia negano in radice".

Infine, fa caldo davvero, non si può negare. Facci però vuole sottolineare come "ormai fa notizia se fa freddo d' inverno, se non fa freddo d' inverno, se d' estate fa caldo e se non lo fa. Anziani e clochard schiattano tutto l' anno, ma se lo fanno in stagione fredda o calda finiscono sui giornali". E la tendenza a vacanze mordi e fuggi fa sì che serva avere sempre bel tempo, almeno nelle news.

Insomma, i miti del caldo non sono tutti validi. Intanto, nel tempo necessario per scrivere questo articolo, la canicola non è tornata. Possiamo sperare, allora?

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