CRONACA
Il protezionismo di Trump rischia di danneggiare un ex UDC. Bertoli, "il muro ora sembra proteggerci, poi ci chiuderà fuori"
La fornitura alla California di elettrotreni dell'ex Consigliere Nazionale Peter Spühler rischia di essere bloccata. Il Ministro, "ecco cosa succederebbe se uscissimo dal mercato europeo, come vuole l'UDC"
BELLINZONA - L’ordine per la fornitura alla California di elettrotreni della ditta di Spühler, industriale e politico UDC, potrebbe essere bloccata dal neoprotezionismo di Trump. La notizia è di ieri, e ha colpito il Consigliere di Stato Manuele Bertoli, che probabilmente la ritiene esemplare, dato che "colpirebbe" un politico dell'UDC, lo stesso partito che desidera lanciare un'iniziativa per abolire la libera circolazione delle persone.Peter Spühler è il patron della Stadler Rail, una ditta che costruisce veicoli su rotaia, ed è stato rappresentante dei democentristi in Consiglio Nazionale dal 1999 al 2012, quando si è ritirato per dedicarsi maggiormente all'azienda. Qualche mese fa, il suo nome era circolato fra i papabili candidati per il Consiglio Federale. "Se la comanda (si parla di centinaia di milioni) andasse in fumo, certo il primo a perderci sarà Spühler, ma anche i lavoratori della sua fabbrica non ne saranno sicuramente contenti. Non so quale sia la qualità dei contratti di lavoro vigenti nel settore, ma senza ordini diventa grama per tutti", scrive Bertoli sul suo sito."Questo è il prodotto del protezionismo sui Paesi che vivono di esportazione, o che in gran parte basano l’economia sull’esportazione. E la Svizzera è uno di essi. Lo stesso effetto lo avremmo se uscissimo dal mercato europeo, come sembra volerci portare una prossima iniziativa popolare dell’UDC".Ovviamente, "i mercati aperti non hanno certamente solo effetti benefici, vi sono un sacco di storture che la politica può e deve correggere, ma la chiusura economica non è una soluzione. Abbiamo bisogno di maggiori tutele sul mercato del lavoro, a livello svizzero e internazionale, di maggior ridistribuzione della ricchezza, di fiscalità più giusta, non di barriere di varia natura". Bertoli è convinto che "il muro che oggi sembra proteggerci domani ci chiuderà fuori, accentuando i conflitti e lasciando più vinti che vincitori sul campo. Per questo dobbiamo resistere alla tendenza al ripiegamento che sembra volersi imporre di questi tempi. E questo naturalmente non vale solo per l’economia".
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