COMO - Un albero che divide... Italia e Svizzera. Si tratta di una grossa pianta, caduta su un passaggio sterrato, danneggiando una recinzione. Si intravvedono ancora le radici, che si trovano in territorio svizzero. Il problema? Nessuno vuole riparare la recinzione danneggiata dall'albero.Facciamo un passo indietro. Secondo quanto raccontato dall'edizione odierna della Provincia di Como, Bruno Rimoldi vive a Maslianico, nella parte alta del paese. La particolarità della sua abitazione è che alcune finestre guardano in Italia mentre quelle sul retro sono rivolte verso la Svizzera.Un sentiero, che una volta veniva usato dalle guardie di confine e una rete, divide la casa di Rimoldi dal Ticino.Tutto va bene, anzi il signor Rimoldi aveva piantato anche delle viti e degli ulivi, fino a sei mesi fa. Un albero, con le radici in territorio svizzero, è caduta, è caduto danneggiando la staccionata di protezione del sentiero, di proprietà dell'uomo. "Sono passati sei mesi, addirittura per un certo periodo non ho potuto raggiungere la casa di mio figlio, separata dalla mia da un sentiero", si è lamentato Bruno Rimoldi alla Provincia di Como. Rimuoverlo toccava ai proprietari del terreno elvetico, e lo hanno fatto, con l'aiuto di un elicottero. Però non vogliono aggiustare la recinzione, e, come spesso accade per beghe fra proprietari, il tutto è stato messo in mano ad avvocati. Con la complicazione che qui c'è una frontiera a dividere i due terreni. Oltretutto, i proprietari dalla parte elvetica non è uno solo, bensì due, poiché la pianta si trovava al confine fra i loro possedimenti. Ed è coinvolto anche un terzo protagonista, il comune di Vacallo, cui i due si sono rivolti per avere una compartecipazione delle spese per l'utilizzo dell'elicottero."Il 5 agosto, il vento tempestoso, ad oltre centro chilometri orari, ha provocato diverse cadute di alberi nei boschi della Valle di Muggio", ha scritto, in una lettera, l'avvocato cui si sono rivolti i due svizzeri. E quella che ha danneggiato la recinzione di Rimoldi sarebbe una di esse, dunque per ottenere il risarcimento dei danni "il signore dovrebbe rivolgersi alla propria assicurazione dello stabile e farsi risarcire per danni dovuti dalla natura, non ritenendo noi responsabili della caduta per incuria o negligenza".Lui, spiega al giornale, lo ha fatto, ma non l'assicurazione non lo può aiutare poiché la pianta, o almeno le sue radici, erano su un altro terreno, addirittura in un altro stato. Problemi di buon vicinato, o meglio, fra confini... e chi aiuterà il signor Rimdoldi?