Erdogan, infatti, si è assicurato la guida per altri lunghi anni, aumentando il suo potere e restringendo quello del Parlamento. Non ci sarà più un premier, anzi tutti i suoi potere esecutivi andranno al Capo di Stato, eletto dal popolo. Inoltre, il presidente della Repubblica potrà nominare e destituire vicepresidenti, ministri e funzionari governativi, emettere decreti legislativi su argomenti normalmente di competenza del governo, con l'esclusione di materie relative a libertà fondamentali e diritti civili e politici, dire addio alla neutralità che veniva garantita dopo l’elezione (infatti, andava rescisso ogni legame col proprio partito: da adesso in poi non sarà più così), e in casi eccezionali potrà restringere le libertà fondamentale e i diritti civili.