“Chi scrive non nasconde la propria totale contrarietà alla creazione dell’imam militare. Infatti, pressoché nulla si sa sui predicatori musulmani attivi in Svizzera: non si sa quanti sono, da chi vengono finanziati (soldi provenienti dall’estero per diffondere il radicalismo nel nostro paese?) né cosa predicano. A ciò si aggiunge che il Consiglio federale, nella sua presa di posizione sulla mozione 16.3330, rifiuta di aderire alle proposte in essa contenute: ossia emettere un divieto di finanziamenti esteri per luoghi di culto islamici ed imporre un obbligo di trasparenza sulla provenienza dei fondi a loro disposizione”, si legge nel testo.