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Cronaca
15.01.2019 - 18:000

Ancora multe. Camorino passa i dati all'Italia. "Ma l'Italia cosa fa? Pronta un'interpellanza"

La Sezione della circolazione si occupa di una decina di casi al mese. Romano prepara un atto parlamentare a Berna

BELLINZONA – Una vicenda senza fine, che sta animando senza dubbio, anche eccessivamente a nostro avviso, il clima fra italiani e ticinesi. Si parla, ovviamente, delle ormai famose multe non pagate dai ticinesi in Italia. Roma si muove, ma in caso contrario, cosa si fa?

“Ogni mese ci occupiamo di una trentina di richieste di consulenza da parte di soci svizzeri che vogliono sapere come comportarsi di fronte a procedure d’incasso intimate per contravvenzioni commesse in Italia”, ha spiegato al Corriere del Ticino Paolo Ferrazzini, giurista di Assista, la protezione giuridica del Touring Club Svizzero. Dunque, non tutti non vogliono pagare, assolutamente.

La Sezione della circolazione, dal canto suo, comunica i dati del detentore della targa, qualsiasi sia l’infrazione commessa, se essa viene richiesta. I casi sono una decina al mese, aggiunge l’aggiunto e sostituto capo Aldo Barboni. 

Ma La Provincia di Como oggi ha fatto notare come, oltre ai mancati incassi dalle multe comminate a ticinesi, ci sono molte contravvenzioni non pagate da italiani. La maggior parte, come pare ovvio. Dunque?

Poi, Marco Romani si è posto il problema inverso. Cosa succede se una persona con targa italiana riceve una multa in Ticino e non la paga? “Ci mancherebbe, giusto collaborare, ma c’è reciprocità e collaborazione sui due fronti? Non che a sud del confine (e in tutti i Paesi UE) siano dei santi quando si muovono in Svozzera...la Svizzera trasmette nomi e dati all’Italia?”, si chiede, prima di annunciare: “Sto approfondendo la questione, tra i due Paesi ci sono accordi, ma funziona tutto? Spontaneamente? Nella prossima sessione parlamentare interpello il Consiglio Federale...state sintonizzati”.

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