CRONACA
Solite polemiche al confine. "Se hai la targa italiana, ti danno la multa. Con quella svizzera, ti lasciano andare"
Un servizio di Striscia la Notizia ieri ha parlato di ticinesi ligi in patria ma molto meno fuori. "I danni economici per parcheggi e zone a traffico limitato non pagato sono alte: tra Como e Milano 1,5 milioni all'anno"

COMO – I cittadini svizzeri sono disciplinati, nel pagare il posteggio, in patria e molto meno all’estero? È ciò che sostiene Valerio Staffelli in un servizio andato in onda nel corso di Striscia la Notizia di ieri. E addirittura ha confermato la teoria che regna da un po’ fra i frontalieri (vedi i due licenziamenti recenti per insulti alla Polizia…) che in Ticino vengano multate più facilmente auto con targhe italiche.

“Se hai la targa italiana ti mettono subito la multa, se svizzera ti lasciano andare. Ma italiana ti mettono la cosa sulla ruota e finchè non paghi”, dice un intervistato, mentre paga il parcheggio in Ticino, per poi vantarsi: “ho preso tre multe a Como e non le ho pagate”.

Il problema, evidenzia Staffelli, è che non esistono norme che permettono di obbligare i cittadini stranieri a pagare le multe ricevute in Italia. Mentre da noi, si vede in un incontro fra un utente (probabilmente un inviato del programma) e la Polizia, può scattare addirittura l’arresto: 300 franchi di multa non pagata, tre giorni in prigione.

A Como, spiega il servizio, il danno è ogni anno di 300mila euro, a Milano nel 2017 ammonta a un milione e 250mila euro. “Accedono a zone di traffico limitato senza il ticket, non pagano neppure le zone di parcheggio a pagamento”, indica l’inviato, mostrando alcune auto che, effettivamente, stanno trasgredendo. E due sono parcheggiate dove andrebbero i motorini. “Ma nessuno ha spiegato agli svizzeri la differenza fra motorini e auto?”, ironizza.

Intanto, al netto delle differenze di possibilità di riscossione, passa il solito messaggio: svizzero ligio in patria, imbroglione fuori. Mentre gli italiani, qui, sarebbero più tartassati.

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