Tobias K., in congedo non accompagnato dal carcere, accoltellò un uomo, per poi fuggire e passare anche dall'Alpe Arena. Nel frattempo, Nikola Hadziev trovava la morte nei boschi. Non ci sarebbe un collegamento diretto, ma da Zurigo...

VERGELETTO – Cosa c’entra il bracciante macedone tragicamente morto nei boschi di Vergeletto, mentre tornava all’alpe dove lavorava (in condizioni parrebbe poco chiare), e un assassino che, in congedo non pagato dal carcere, accoltellò e uccise un uomo?
Apparentemente nulla, ma il Tages Anzeiger ha messo in evidenza dettagli e coincidenze alquanto strani. Si parla dell'estate del 2016.
Ma prima di elencarli, facciamo un passo indietro. Nikola Hadziev lavorava all’Alpe Arena in nero, una sera scomparve. Era andato a Locarno, forse a vedere una partita al bar, poi al ritorno sul posto di lavoro, si smarrì a causa di un temporale. Nessuno denunciò la sua sparizione, essendo appunto impiegato in modo irregolare, e dopo più di un mese furono ritrovati dei resti umani che gli furono attribuiti. La comunità macedone si mosse per lui, anche la vedova venne in Ticino. L’inchiesta però fu archiviata con un decreto di abbandono.
E questo si sa, perché il caso commosse il Cantone. Meno nota alle nostre latitudini forse la storia del 26enne Tobias K, accusato ora di assassinio, atti preparatori punibili, tentativo di liberazione di detenuti, sviamento della giustizia e ripetute infrazioni alla legge sulle armi. Era, appunto, in congedo non accompagnato quando uccise con un coltello un 42enne, incontrato quasi per caso, pare. Suo complice un lituano conosciuto dietro le sbarre. Il 26enne fuggì e fu ritrovato solo dopo mesi di latitanza e con un modo che pare uscire da un romanzo. Infatti fu fermato per aver acquistato un’arma al darknet ma fu riconosciuto solo dopo aver esaminato le impronte digitali. Ora è in carcere.
Già, ma Vergelletto? Tobias K. pare, è stato lì. Non in un momento qualsiasi, ma proprio dopo l’omicidio. Negli stessi giorni in cui spariva e perdeva la vita Nikola Hadziev, negli stessi luoghi. Il giorno successivo il possibile decesso del macedone (non si conoscerà probabilmente mai il momento esatto della morte dell’uomo), l’assassino arrivò all’Alpa Arena. Qualcuno ne era a conoscenza, perché un uomo a Zurigo è stato posto per diversi mesi in detenzione preventiva per sospetto favoreggiamento: probabilmente sapeva dove il 26enne sarebbe fuggito.
Il dettaglio che fa venire i brividi è che pare che Tobias K. sia stato trovato in possesso di un capo di abbigliamento appartenuto a Hadziev. I due si sono incontrati? A quanto risulterebbe dalle date, no. E, precisa il Tages Anzeiger, che sulla questione ha interpellato il procuratore competente Adrian Kaegi, non è stato trovato alcun collegamento diretto fra l’omicida e la morte del bracciante. Però gli inquirenti hanno voluto dal Ticino l’incarto relativo ad Hadziev e lo hanno fatto tradurre in tedesco.
Azzardiamo noi, è entrato in possesso del capo di abbigliamento una volta arrivato all’Alpe Arena? Gli abiti del bracciante erano lì, lui non era tornato, nessuno aveva avvertito della scomparsa dato che lo impiegavano in nero. Ci saranno altri risvolti? L’esame da parte di chi indaga a Zurigo di fatti, date, incroci e dell’incarto sul macedone lo diranno.