CRONACA
Ticino già nella morsa del caldo: che estate sarà?
Record anticipati, notti tropicali e un maggio fra i più secchi al Sud delle Alpi: la fase più acuta dovrebbe allentarsi a inizio giugno, ma la preoccupazione resta
TiPress / Samuel Golay

LOCARNO - Il caldo è arrivato prima del calendario. E questa volta non si tratta soltanto di una sensazione diffusa o di una lamentela da bar: MeteoSvizzera ha parlato apertamente della prima breve ondata di caldo del 2026, sottolineando che siamo di fronte a uno degli episodi canicolari più precoci mai registrati.

L’allerta di grado 2 per il Sud delle Alpi è stata emessa perché la temperatura media giornaliera ha superato la soglia che fa scattare la canicola. La fase più intensa dovrebbe attenuarsi verso l’inizio di giugno, con un lieve calo termico e il possibile ritorno di alcuni rovesci temporaleschi. Ma il punto non cambia: in Ticino si respira già un clima da piena estate quando l’estate, ufficialmente, deve ancora cominciare.

Il dato che colpisce non è soltanto il superamento dei 30 gradi, che in passato si era visto anche in aprile, ma soprattutto la persistenza del caldo, senza vero sollievo e senza il classico aiuto del favonio. È proprio questo, osserva MeteoSvizzera, a rendere l’episodio attuale anomalo e significativo. Per maggio ci si è avvicinati ai record storici delle temperature massime mensili. I valori di riferimento restano 31,2 gradi a Locarno Monti e 31,0 gradi a Lugano, entrambi registrati il 29 maggio 2001. A Stabio, invece, il record mensile di 31,5 gradi è già stato superato con un valore provvisorio di 31,9 gradi, ancora da validare.

Anche le notti raccontano bene quanto sia eccezionale questa fase. A Locarno Monti la minima della notte del 26 maggio è stata di 20,3 gradi, una vera e propria notte tropicale, la più precoce dall’inizio delle misurazioni nel 1935, se il dato verrà confermato. Lugano, con 19,2 gradi, si è spinta molto vicino alla stessa soglia.

Come se non bastasse, questo maggio rischia di entrare anche nella classifica dei più secchi mai osservati al Sud delle Alpi. Secondo le proiezioni riportate da MeteoSvizzera, il mese potrebbe collocarsi fra i 21 maggio più siccitosi dell’intera serie considerata. Caldo precoce, notti tropicali e piogge scarse: una combinazione che, a fine maggio, ha già il sapore di piena estate.

Il punto, però, è che questa fiammata non arriva nel vuoto. Si inserisce in una tendenza ormai evidente. Il Sud delle Alpi si è già confrontato negli ultimi anni con estati sempre più roventi. MeteoSvizzera ricorda che l’estate 2025 a sud delle Alpi è risultata la sesta più calda dall’inizio delle misurazioni, con uno scarto di 1,5 gradi rispetto alla media 1991-2020. Ancora più impressionante il dato di giugno 2025, risultato il secondo giugno più caldo mai registrato a sud delle Alpi, con una temperatura media mensile di 3,7 gradi sopra la norma.

A Lugano, sempre secondo MeteoSvizzera, la settimana più rovente di quel periodo fu eccezionale anche in termini storici: con una temperatura media di 26,6 gradi, fu la seconda settimana più calda mai misurata in giugno dall’inizio delle rilevazioni; se si guarda alla media delle massime giornaliere, fu addirittura la settimana di giugno più calda in assoluto. Nel Luganese, inoltre, le giornate tropicali e le notti tropicali furono quasi il doppio rispetto alla media climatica recente.

Ed è proprio questo che interessa di più la popolazione: il Ticino non è alle prese solo con giornate più torride, ma anche con notti sempre più pesanti, quelle in cui la temperatura non scende abbastanza da far respirare case, corpi e città. Qui il caldo smette di essere solo fastidio e diventa un problema concreto di salute pubblica, qualità del sonno, consumi energetici e vita quotidiana. MeteoSvizzera ricorda che i periodi di canicola costituiscono un sovraccarico per la salute delle persone e uno stress per animali e piante.

Sul fronte delle prospettive per l’estate 2026, la prudenza resta d’obbligo. MeteoSvizzera ricorda che le previsioni stagionali per la Svizzera hanno ancora limiti importanti: non si può dunque dire con serietà, oggi, che luglio e agosto saranno sicuramente infernali. Ma si può dire che il quadro di sfondo resta quello di un riscaldamento sempre più marcato e che gli scenari climatici indicano una traiettoria chiara: ondate di caldo più frequenti, più intense e più precoci.

In altre parole, nessuno oggi può affermare con certezza che l’estate 2026 sarà una delle più torride di sempre. Ma una cosa è evidente: il Ticino sta entrando in una nuova normalità climatica, in cui la canicola arriva prima, dura di più, pesa maggiormente e si accompagna più facilmente a periodi secchi e stress idrico. Il tema, insomma, non è più soltanto meteorologico. È diventato popolare, quotidiano, concreto. E se già a fine maggio si parla di una delle canicole più precoci mai osservate, è inevitabile che molti guardino a luglio e agosto con un misto di apprensione e rassegnazione. Perché magari l’estate non sarà da primato assoluto. Ma che il terreno sia già pronto per una stagione difficile, questo sì, lo si può dire.

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