L’iniziativa raccoglie una maggioranza in tutti gli schieramenti politici. Il benessere degli animali convince i favorevoli, mentre gli oppositori difendono una tradizione legata al Primo agosto e a San Silvestro, che...

BERNA – L’iniziativa “Per una limitazione dei fuochi d’artificio” appare saldamente avviata verso l’approvazione. In vista della votazione federale del prossimo 29 novembre, il 68% degli intervistati dal sondaggio Tamedia si dichiara favorevole, contro il 30% di contrari e appena il 2% di indecisi. È il risultato più netto tra gli oggetti sottoposti al voto. Il sondaggio, condotto il 7 e l’8 ottobre, mostra inoltre come l’iniziativa riesca a raccogliere consensi trasversali, superando le tradizionali divisioni tra destra e sinistra.
Il testo è infatti sostenuto dalla maggioranza degli elettori di tutti i principali partiti. I sì raggiungono il 53% tra i simpatizzanti dell’UDC e il 55% nella base del PLR. Il consenso sale al 68% tra gli elettori del Centro, al 79% nel PVL, all’82% nel PS e al 91% tra i Verdi.
Le donne più favorevoli
Una differenza significativa emerge tra uomini e donne. L’iniziativa viene sostenuta dal 75% dell’elettorato femminile, mentre tra gli uomini la quota dei favorevoli si ferma al 60%. A spingere il fronte del sì è soprattutto il benessere degli animali. Secondo i sostenitori, le esplosioni e i forti rumori provocati dai fuochi d’artificio possono causare paura e stress, con conseguenze che, nei casi più gravi, possono risultare fatali. La limitazione dei botti viene quindi considerata una misura necessaria per proteggere gli animali domestici, da allevamento e selvatici, particolarmente sensibili alle esplosioni improvvise.
La difesa della tradizione
Sul fronte opposto, gli avversari dell’iniziativa richiamano il valore culturale e popolare dei fuochi d’artificio. Gli spettacoli pirotecnici del Primo agosto e di San Silvestro, così come quelli organizzati in occasione di feste cittadine e associative, vengono considerati parte integrante della tradizione festiva svizzera. Per i contrari, introdurre nuove restrizioni significherebbe impoverire consuetudini radicate e penalizzare manifestazioni che da generazioni accompagnano alcuni dei principali momenti di festa del Paese. Almeno secondo il primo rilevamento, però, la difesa della tradizione non sembra sufficiente a rovesciare un rapporto di forze nettamente favorevole all’iniziativa.
Cosa cambierebbe
Se l’iniziativa venisse approvata, in tutta la Svizzera sarebbero vietati la vendita e l’utilizzo privato dei fuochi d’artificio rumorosi. Resterebbero invece consentiti quelli a basso impatto sonoro. Sarebbero poi i Cantoni a dover concedere deroghe speciali per spettacoli pubblici legati a eventi d'importanza sovraregionale, come il Primo Agosto, ma anche in queste occasioni i privati non potrebbero accendere botti rumorosi.