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01.10.2023 - 15:100

L'urlo delle Ragazze Punk: "Se mi accusi e mi giudichi...". A chi è rivolto?

"Se mi accusi e giudichi male per una cosa che tu puoi fare tranquillamente, è un problema tuo, non mio", scrivono. In apparenza una frecciata ai giudici di XFactor, invece probabilmente l'interpretazione si coglie tra le parole di Meneguzzi

MENDRISIO - Senza dubbio i botta e risposta polemici, che poi hanno coinvolto anche il direttore del MAT Mirko D'Urso, hanno portato visibilità e una sorta di pubblicità alle Ragazze Punk. Il gruppo, composto da ragazze attorno ai 16 anni, Lisa, Sofia, Christel e Naike, ha 1230 follower su Instagram e sta interagendo costantemente col suo pubblico tramite stories e dirette.

Dell'altro giorno è anche la notizia che il video della canzone portata al talent, Stella di Holloywood, verrà prodotto da Universal Music e sarà in rotazione radiofonica. 

Intanto, dopo alcune ore dalla messa in onda della esibizione su Canale 5, è arrivato il loro post di commento, una frecciatina rivolta apparentemente i giudici che, a detta di Meneguzzi, le hanno prese in giro e umiliate perchè svizzere, forse anche a chi sta commentando in modo negativo la loro performance: "Se mi accusi e giudichi male per una cosa che tu puoi fare tranquillamente, è un problema tuo, non mio".

In realtà, l'interpretazione dovrebbe essere un'altra e viene dal testo della canzone, dove in fondo si rivendica anche il diritto di fare ciò che si vuole, sesso incluso, del proprio corpo. "Quando parla una ragazza, e lo vuole lei lo vuole. Dov’è il tuo problema? Vuoi fare differenza da quando tu maschio lo vuoi e lo puoi dire? È questo il grande problema della società. Una grave ignoranza!", scrive infatti il loro "mentore" Meneguzzi.

 "Le ragazze stanno facendo parlare sui social per il trattamento discutibile che è stato riservato loro da parte dei quattro giudici che si sono soffermati superficialmente sulla scuola “elitaria” che le ragazze frequentano piuttosto che sul messaggio profondo che la band vuole diffondere con il proprio progetto musicale ispirato al K Pop delle Blackpink", ha spiegato. "In realtà, il gruppo, tutto al femminile, rivendica il girl power in un momento in cui i femminicidi e gli stupri sono all'ordine del giorno con un brano che ha un messaggio ben preciso: la libertà di volersi lasciare andare da parte di entrambe le parti. “Stella di Hollywood” è un pezzo che racconta una storia immaginaria di quello che le RagazzePunk vedono in discoteca e nei locali che frequentano. Una ragazza, o come potrebbe essere anche un ragazzo, perde la testa e ha un colpo di fulmine in discoteca, se ne innamora e vede tutto bellissimo. Un’auto che sembra la più bella del mondo, anche se poi è scassata, la sensazione di stare insieme e di volare, di quando anche i migliori amici o le migliori amiche diventano “minacce d’amore”, quando non te ne frega niente se fa il figo o la figa con gli altri, ma a te importa che alla fine vuol stare solo con te. La magia di quando ti nascondi con l’auto del tuo ragazzo o della tua ragazza per amoreggiare e non c’è cosa più bella che sentirsi dire “fai di me ciò che sai, ciò che vuoi”.

Il cantante ha anche spiegato che il nome della band viene da una canzone scritta e mai pubblicata, che si intitolava proprio "Ragazze punk". Ha ammesso che l'esibizione al talent non è stata fenomenale, ma ritiene che il discorso portato dal testo vada oltre e che le ragazze avranno tempo per dimostrare il loro valore. Sarà il lavoro a fare la differenza. "E C’è il talento alla Messi che nasce con delle qualità in più. E c’è Gattuso che rema come un pazzo e che compensa il talento. Così è anche nella musica. Un lavoratore supera il talento, se il talento non ha voglia di fare. Ma uno non esclude l’altro".

 

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