BELLINZONA - 1'700 franchi lordi mensili per un tempo pieno, senza tredicesima: è il contratto che legava un'educatrice ad un asilo nido. «Condizioni sociali medievali!», tuona attraverso il suo profilo Facebook il sindacalista e deputato PPD Giorgio Fonio, che ha inviato una segnalazione del caso a Bellinzona. «L'asilo nido di cui parlo riceve ovviamente soldi pubblici e che assume personale frontaliere formato sottopagandolo miseramente».Per Fonio, è un segnale a favore della mozione di Lorenzo Jelmini e Gianni Guidicelli «approvata a fatica dal Gran Consiglio (con i voti contrari di "Prima i Nostri") che ha sostenuto il rapporto di Fiorenzo Dadò che chiedeva di obbligare tutti i beneficiari di soldi pubblici a sottoscrivere un CCL»: il Governo deve affrettarsi a concretizzarla. Non è mancata, come si può vedere, una frecciatina i promotori di "Prima i nostri". «Per i contrari alla mozione questa è l'ennesima prova dell'esigenza di intervenire duramente in un mercato del lavoro sempre più selvaggio senza troppe b---e!»-