POLITICA
Uno dei fiduciari che aiutarono Cosentino aveva collaborato col DFE
Emerge da un'interrogazione di Boris Bignasca, che vuol sapere dal Governo "quali accertamenti si compiono sui candidati a un posto nell'amministrazione cantonale? vengono effettuati poi dei controlli?"
CRONACA

Due fiduciari ticinesi indagati per aver aiutato il presidente del Catanzaro a portare denaro in Svizzera. Sotto inchiesta anche un ex giocatore del Bellinzona

29 MAGGIO 2017
CRONACA

Due fiduciari ticinesi indagati per aver aiutato il presidente del Catanzaro a portare denaro in Svizzera. Sotto inchiesta anche un ex giocatore del Bellinzona

29 MAGGIO 2017
BELLINZONA – Il caso del presidente del Catanzaro, Giuseppe Cosentino, agli arresti domiciliari nell’ambito di lunga inchiesta che ha accertato come dei soldi venissero versati in Svizzera (forse 4 milioni) per sgravare fiscalmente l’azienda dell’uomo, ha avuto eco anche in Ticino.

Infatti, sono indagati due fiduciari, uno del Luganese e uno del Mendrisiotto, che avrebbero collaborato con Cosentino, mascherando la provenienza del denaro e figurando come amministratori con diritto di firma in altre società estere, i cui conti bancari erano sempre riconducibili al patron della squadra giallorossa.

Uno di essi ha lavorato in passato per il Dipartimento Finanze ed Economia, in particolare ha preso parte, seppur da consulente esterno, allo studio “Sfide e opportunità per la piazza finanziaria ticinese”.

Un dettaglio che non è sfuggito a Boris Bignasca, il quale in un’interrogazione scrive che “ancora una volta persone che hanno lavorato, o lavorano, per lo Stato non si distinguono certo per il loro comportamento e per la loro onestà”.

Al di là del caso Cosentino, pone le seguenti domande al Governo:

"1.    Indipendentemente dallo statuto, quali sono gli accertamenti che l'amministrazione cantonale, conduce al momento dell’inizio di un rapporto di collaborazione? Quali documenti sono richiesti al candidato?

2.    Quali sono gli strumenti presso la Sezione delle risorse umane che si mettono in atto al fine di creare una cultura del “dipendente dello Stato” che sia propensa all’onestà e all’adempimento dei propri compiti in maniera efficace ed efficiente?

3.    Se esistono, quali sono i controlli periodici dell’amministrazione per valutare il comportamento dei propri dipendenti?

4.    Quali sono le conseguenze nel caso in cui i collaboratori non dovessero rispettare l’etica richiesta? Quali margini di intervento ha e quali strumenti sono a disposizione dello Stato (ammonimento, sospensione, ecc.)?"

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