POLITICA
"Almeno tre partiti avrebbero un guadagno dalla mia elezione". Il sogno impossibile di Herber, "voglio portare a Berna chi ha lavorato tanto e studiato poco"
Il 74enne giardiniere di Lugano ha presentato da indipendente la sua candidatura e pare crederci: "non è scritto da nessuna pare che il PLR deve avere due seggi, se lo perdessero nessuno si straccerebbe le vesti. Io non devo rispondere a nessun partito"
LUGANO - Caro Maudet, cari partiti, quando dite che il Ticino ha presentato un solo candidato al Consiglio Federale, sbagliate. In realtà, il PLRT ha proposto il solo Ignazio Cassis, ma un ticinese ha deciso di candidarsi da solo, senza partito, senza nulla, in fondo senza clamori. Membro del Gran Consiglio per la Lega, Harry Herber si dimise dopo pochi mesi, non contento del linguaggio troppo aggressivo, e a Lugano si mise in lizza per il Consiglio Comunale, con l'intento di permettere ai Comuni aggregati di tornare a essere indipendenti. Prese pochi voti, non si fece però scoraggiare, se è vero che, come libero cittadino, si è candidato per succedere a Dider Burkhalter. 

Impossibile? Certo, anche se nella vita come in politica nulla lo è. Ma lui ci crede, o quanto meno così dice. Harry Herber di professione fa il giardiniere, ha 74 anni, e si sentirebbe pronto a iniziare l'avventura a Berna, nonostante le reazioni molto tiepide dei parenti, anzi "al limite del Polo Nord". 

In un'intervista a La Regione afferma che "mai in tutta la storia è stato eletto un Consigliere Federale che lavorava manualmente. Questo è il motivo della mia sfida. Io rappresento coloro che hanno studiato poco ma lavorato tanto".

È fiducioso, anche se è difficile capire se è una posa oppure se lo pensa sul serio. "Può essere la volta buona. Ci devo credere! Non è scritto da nessuna parte che il PLR deve avere due seggi. Se lo perdessero nessuno si straccerebbe le vesti".

A suo dire, addirittura, almeno tre partiti avrebbero una convenienza nella sua elezione, "e questo i politici esperti dovrebbero saperlo".

Alla domanda "che cosa ritiene di avere più di Cassis", parla della sua esperienza di vita, e dell'indipendenza che gli garantisce il fatto di non appartenere a un partito e di non dover rispondere dunque a nessuno. Che dipartimento vorrebbe? "L'ultimo arrivato deve prendere quel che c'è", sostiene, inutile dunque fare programmi.

Nessun gruppo parlamentare, a quanto se ne sa, lo ha chiamato per sottoporlo alle audizioni. Qualche meda della Svizzera Interna si è incuriosito e si è così venuto a sapere che ritiene la Svizzera un bel paese, dove servono pochi cambiamenti, ma meno leggi, ritenute troppo complicate. Si dice "piuttosto contro la libera circolazione", poiché preferirebbe regolare l'immigrazione secondo i bisogni. 

Herber sogna, ancora per qualche giorno. I sogni, si dice, son desideri. A volte rimangono tali, e pur senza avere la sfera di cristallo, oseremmo dire che è una di quelle. 

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