Le attività di ricerca e sviluppo, pubbliche e private, sono essenziali per essere competitivi nei settori economici a maggiore valore aggiunto: farmaceutica, robotica, microtecnica, tecnologia medica, biotecnologie. Il Ticino è particolarmente interessato. L’handicap della distanza dai maggiori poli scientifici nazionali pesa più nei concorsi nazionali che in quelli europei. La SUPSI è la più piccola SUP svizzera, ma quella con i maggiori ricavi da progetti europei. Centinaia di posti di lavoro altamente qualificati presso SUPSI, USI, IRB, IOSI e parecchie imprese ticinesi sono stati e sono finanziati dai programmi europei. E – quel che più conta rispetto ad altre forme di sussidi pubblici - creano le premesse per posti di lavoro futuri. La caduta dell’accordo bilaterale per la ricerca sarebbe per noi – come paese tutto, e non solo per gli specialisti direttamente interessati - un sicuro e grosso danno.