POLITICA
Attacco alla preferenza indigena luganese. "Quell'articolo fa sfigurare Lugano"
Ghisletta, Jermini e Roic ricorrono contro il ROD, in particolare contro l'articolo 15. "Introdotto per futili motivi di propaganda pupulista e xenofoba"

LUGANO – Si parlò subito di ricorso, poi in un’intervista al nostro portale Raoul Ghisletta spiegò che si dovevano valutare alcune cose prima di decidere. Oggi, assieme a Marco Jermini e Sergej Roic, è partito il ricorso al Consiglio di Stato contro la Revisione del Regolamento Organico dei Dipendenti della Città di Lugano.

A non piacere è la cosiddetta preferenza indigena inserita, letteralmente l’articolo 15a, che chiede di dare la precedenza, nelle assunzioni, ai luganesi.

“Con l’approvazione dell’art. 15a ROD il Consiglio comunale di Lugano si arroga una competenza che non gli compete e legifera in contrasto con la legislazione svizzera e internazionale”, scrivono i tre. “Mentre nella possibilità data al Municipio nelle assunzioni di preferire i domiciliati in base al nuovo art. 5 ROD vediamo un interesse legato alla comunità territoriale amministrata dall’ente pubblico, questo non è il caso per la discriminazione introdotto dal nuovo art. 15a ROD nei confronti delle persone domiciliate a Lugano con permessi F o N”.

“Aggiungiamo che l’immagine nazionale e internazionale della Città di Lugano viene offuscata dall’adozione del nuovo art. 15a ROD: l’approvazione da parte della maggioranza del Consiglio comunale di Luganoè avvenuta per futili motivi di propaganda populista e xenofoba, rispettivamente per pusillanimità nel non contrastare tale propaganda”, attaccano, senza mezzi termini. 

“E questa approvazione è avvenuta malgrado la contemporanea adozione del nuovo articolo 5 cpv. 3 ROD, che di fatto garantisce già da parte del Municipio l’assunzione di persone domiciliate a Lugano con i giusti requisiti in ogni circostanza ragionevole. E come spesso accade, “il troppo storpia”. Insomma, l’articolo c’era già, per i tre socialisti.

“Infine riteniamo che il nuovo art. 15a obbligherà il Municipio di Lugano, nella procedura di assunzione dei propri dipendenti, ad agire in modo discriminatorio e contrario alla legislazione superiore nelle procedure di nomina, esponendosi pertanto all’illegalità e a ricorsi che rallenteranno il buon funzionamento del Comune”, concludono, chiedendo così al Governo di decidere che “l’art. 15a ROD non è conforme al diritto superiore” e di conseguenza di stralciarlo.

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