POLITICA
Rocco Cattaneo: "Senza la banda larga, le zone periferiche si spopoleranno"
Il Consigliere Nazionale liberale ritiene fondamentale che venga rivisto il sistema secondo cui si investe in questo tipo di tecnologia solo dove vi è alta densità di popolazione. Un tema che tocca da vicino il Ticino

di Rocco Cattaneo*

In un mondo sempre più digitale e interconnesso è fondamentale mettere a disposizione della società e su tutto il territorio strutture adeguate per favorire un’efficiente mobilità dei dati. La banda ultra larga sia fissa che mobile è la nuova frontiera delle reti di telecomunicazione. 

Grazie ad essa i dati vengono trasmessi in quantità maggiore e ad una velocità superiore rispetto al passato. Questo principalmente tramite fibra ottica, ma anche su reti di telefonia mobile di ultima generazione, reti TV via cavo e reti di trasmissione satellitare.

Secondo il principio del servizio universale, Swisscom è incaricata di garantire la presenza di servizi di telecomunicazione di base su tutto il territorio nazionale. 

Un bel principio, senonché la banda ultra larga non ne fa parte. Per la posa di fibre ottiche i fornitori di servizi agiscono secondo le regole del libero mercato: si investe dove c’è massa critica. Si prediligono dunque gli sviluppi nei centri urbani. Le zone a bassa densità di popolazione e di attività economiche passano invece in secondo piano perché meno attrattive dal punto di vista della redditività.

E le statistiche sulla diffusione della fibra ottica in Svizzera lo dimostrano.

Per questo motivo nel 2016 il Canton Ticino ha inoltrato un’iniziativa cantonale a Berna. Il Cantone chiede il sostegno della Confederazione nell’ampliamento delle reti a banda ultra larga nelle regioni con bassa densità di utenti. Questo tramite finanziamenti diretti o con un aumento del livello del servizio universale. Dopo che gli Stati hanno dato seguito all’iniziativa grazie all’intervento di Fabio Abate, la Commissione 

del Nazionale ha recentemente proposto di prolungarne il termine di trattazione fino
al 2021. Questo perché al momento è in corso l’adempimento della mozione Candinas “Aumento della velocità Internet minima a 10 megabit per secondo nel servizio universale”, rispetto ai 3 megabit attuali. Il Consiglio nazionale tratterà il tema questa settimana con l’auspicio che l’inizia-tiva del nostro Cantone rimanga di attualità fino al 2021 come proposto dalla Commissione.

La disparità tra centri urbani e zone periferiche è inaccettabile e va risolta urgente-mente. La banda ultra larga è indispensabile per lo sviluppo socioeconomico, la competitività e l’attrattività del nostro Cantone e delle nostre valli. I vantaggi sono lì da vedere: possibilità di nuove forme di lavoro (esempio telelavoro), insediamenti di aziende e start-up innovative... In altre parole: più qualità di vita. 

Senza una rete ad alta velocità in tutto il territorio le zone periferiche continueranno a subire l’emorragia dello spopolamento. 

È dunque imperativo tenere alta la pressione su questo argomento e agire in favore del nostro Cantone e delle nostre valli.

 

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