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09.01.2020 - 12:390
Aggiornamento: 17.01.2020 - 14:04

Terremoti a Lugano! Pelli dice no, Petralli si dimette, Buri si propone

Acque agitate in tutti i partiti luganesi. A seguito dell'esclusione di Nadia Ghisolfi dalla corsa al Municipio (ma ci ripoverà) il presidente sezionale getta la spugna, mentre la granconsigliera ha provato in extremis a entrare nella lista

LUGANO – Cosa sta succedendo alla Lugano politica? Un terremoto, si potrebbe dire, con dimissioni, annunci di candidatura, posti vacanti, polemiche. Il tutto a pochi mesi dalle elezioni comunali che a questo punto si preannunciano molto calde.

Andiamo con ordine. Per il PLR la notizia della non ricandidatura di Michele Bertini, il più votato quattro anni fa, è stata come una meteorite, anche se qualche voce girava già. Molto critico, per esempio, Giorgio Giudici, a liberatv.ch: “In politica subisci sempre delle critiche, io ne ho subite tantissime. Ma se hai carattere e idee alla fine le superi concentrandoti sull’obbiettivo. Ma la domanda che mi faccio a questo punto è: ce l’aveva un obbiettivo?. Il rischio di perdere un seggio? È più che fondato. E sarebbe un vero dramma per il PLR. Significherebbe la fine di un’era storica sia per il partito che per la Città di Lugano”.

Da qui la sua proposta: perché Fulvio Pelli, in corsa per il Consiglio Comunale, non si candida anche per il Municipio? È lo stesso Pelli a dire no a Radio Ticino. “Non avrebbe senso: quest'anno compio 69 anni. Non mi sembra più il momento di entrare in un esecutivo. Posso capire che per alcuni sembra una via d'uscita, ma non è la soluzione”. Tra l’altro il suo ritorno non ha convinto tutti all’interno del partito. Intanto si cerca il settimo nome, che dovrebbe accompagnare Roberto Badaracco, Giovanna Viscardi, Karin Valenzano Rossi, Morena Ferrari Gamba, Luca Cattaneo e Andrea Nava.

In casa PPD non si ripresenta Angelo Jelmini. La lista per il Municipio è stata approvata ieri dall’Ufficio Presidenziale della sezione luganese ed è composta da Sara Beretta Piccoli, Lorenzo Beretta Piccoli, Benedetta Bianchetti, il capogruppo Michel Tricarico, il presidente di Hotelerie Suisse sezione Ticino Lorenzo Pianezzi e l'ex capo della sezione cittadina Laura Tarchini. Il settimo posto sarà occupato da un candidato dei Verdi Liberali, con cui gli azzurri hanno stretto un’alleanza.

La partita non è ancora chiusa, perché è stata esclusa Nadia Ghisolfi , che desiderava mettersi a disposizione dopo essersi trasferita da poco a Lugano da Bellinzona. Probabilmente il suo nome verrà riproposto all’assemblea di partito del 17 gennaio.

Ma il fulmine a ciel sereno è arrivato stamattina. Il presidente Angelo Petralli, pare per motivi legati proprio alla lista, ha deciso di rassegnare le dimissioni, come annuncia alla RSI.
Infine, ieri sono stati resi noti anche i nomi dei candidati socialisti. Nemmeno qui è andato tutto liscio. È stata infatti esclusa Simona Buri, capogruppo in Consiglio Comunale, secondo alcuni per facilitare la rielezione di Cristina Zanini Barzaghi, la quale ha voluto precisare di non aver messo alcun veto. Ma Buri si è proposta all’assemblea, dicendo di aver ricevuto numerose sollecitazioni e di volersi rimettere alla decisione dell’assemblea stessa, pronta a correre per Esecutivo o Legislativo, ma in modo da avere il cuore in pace. 

Il voto ha confermato i nomi proposti dalla Commissione Cerca, ovvero l'uscente Cristina Zanini Barzaghi, l'ex direttore del liceo Lugano 2 Aurelio Sargenti e l’architetto Mattea David. Con loro correrà il comunista Edoardo Cappelletti e ci saranno poi due esponenti ecologisti.

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