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21.09.2020 - 15:530

"Scandaloso che l'Esecutivo non si sia espresso sulla politica di Gobbi". E un senatore italiano chiede un nuovo bilaterale

Presidio antirazzista in difesa dello stato di diritto prima della seduta del Gran Consiglio a Lugano: in piazza Forum Alternativo, Giovani Verdi, GISO, MPS, Partito comunista, Partito socialista, POP, syndicom, Unia, USS, Verdi e VPOD

LUGANO – Riuniti fuori da Palazzo dei Congressi, dove qualche ora dopo si sarebbero ritrovati i deputati del Gran Consiglio, per protestare contro la politica migratoria di Norman Gobbi, in un presidio antirazzista per il rispetto dello stato di diritto. Il caso è scoppiato qualche settimana fa a Falò, la trasmissione della RSI e da lì è stato un divampare di richieste di intervento e di chiarimenti.

Anche in Italia se è parlato, con un’interrogazione del senatore democratico Alessandro Alfieri a Di Maio: “quali iniziative ritenga opportuno intraprendere al fine di tutelare i cittadini italiani possessori di permessi di soggiorno e residenti nel territorio ticinese; se il ministro, alla luce dei fatti esposti, non ritenga opportuno avviare con il Governo elvetico un dialogo politico volto alla conclusione di ulteriori Accordi bilaterali in materia di permessi di soggiorno per i cittadini italiani residenti nel territorio del cantone Ticino”. Addirittura, appunto, un nuovo accordo!

Fuori Palazzo dei Congressi c’erano rappresentanti di Forum Alternativo, Giovani Verdi, GISO, MPS, Partito comunista, Partito socialista, Partito operaio e popolare, syndicom, Unia, USS, Verdi e VPOD. “Le politiche del DI, sostenute dal Governo cantonale, hanno sistematizzato una prassi tipica di uno stato di polizia, in totale spregio delle leggi, della giurisprudenza e di tutte le altre garanzie che ogni stato di diritto deve assicurare contro ogni abuso di potere”, si leggeva in una nota.

I Verdi hanno così commentato la manifestazione: “Chiedere che il Consiglio di Stato rispetti le leggi non è polemica. È scandaloso che ancora l'esecutivo non si sia esperesso pubblicamente e faccia finta di niente. E allora l'attenzione su una gravissiama violazione dello stato di diritto noi la vogliamo mantenere alta...”

Quanto salito alla ribalta mediatica in questi giorni, non è storia recente. Sono anni che denunciamo una prassi sistematica di discriminazione istituzionalizzata nei confronti delle lavoratrici e lavoratori stranieri e delle loro famiglie» ha chiarito nel suo intervento Chiara Landi del sindacato Unia

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