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13.10.2023 - 11:360

"Il 39% dei ticinesi fatica a arrivare a fine mese Si è sovraccarichi di lavoro ma poveri"

Il granconsigliere della GISO Yannick De Maria lancia l'allarme, dopo il sondaggio di AXA, citando anche uno studio Comparis ed evidenzia come ci sia una difficoltà da parte della popolazione a accettare la situazione

BELLINZONA - Un aumento delle assenze dal lavoro dovute a problemi psichici e al contempo una sensazione di impoverimento personale costante, con una perenne fatica a arrivare a fine mese. Yannick De Maria, granconsigliere della GISO, è preoccupato dello stato di salute mentale dei lavoratori e chiede al Governo se esistono dei dati in merito alla situazione in particolare nell'Amministrazione cantonale.

Al di là delle domande, quelli citati da De Maria sono senza dubbio numeri che fanno riflettere. Lo studio, citato anche da un nostro articolo (leggi qui), è stato commissionato da AXA e da esso è scaturito che "il numero di assenze dal lavoro dovute alla salute mentale è in crescita: il 64% delle PMI si deve infatti confrontare con assenze causate da problemi psichici che si manifestano fra il personale", che "lo scorso anno le assenze dal lavoro imputabili a malattie di origine psichica sono aumentate del 20%, raggiungendo cifre mai così alte", e che "il numero di PMI fortemente toccate da assenze dovute a malattie psichiche è aumentato rispetto all’anno precedente, passando dal 21 al 26%, mentre il numero di quelle non toccate dal fenomeno è diminuito dal 41 al 36%. Ciò significa che, lo scorso anno soltanto poco più di un terzo delle PMI partecipanti allo studio non è stato colpito da assenze dovute a problemi mentali, a dimostrazione di un ulteriore inasprimento della problematica".

"La rilevazione del Job Stress Index (indice lavoro-stress) di Promotion Santé Suisse2, rivela che, per la prima volta dal 2014, più del 30% (ora 33.3%) delle persone attive professionalmente si sentono “emotivamente esauste”; - lo stesso Job Stress Index stabilisce che il 28.2% delle persone occupate si colloca in quella che viene definita la “zona critica”, quella che dichiara di avere molti più carichi lavorativi che risorse, anche sul lungo periodo", prosegue il socialista.  "Un numero sempre maggiore fra le persone intervistate ritiene che la frequenza delle assenze dal posto di lavoro è sensibilimente aumentata nel corso di questi ultimi cinque anni e le assenze prolungate - è spesso il caso per questo tipo di malattie - oltre alla sofferenza sopportata
dai pazienti, comportano un onere finanziario e organizzativo considerevole, soprattutto per le piccole e medie imprese". Infatti, per Jobb Stress lo stress da lavoro costa 6,5 miliardi l'anno. 

"A dimostrazione della pertinenza di queste preoccupazioni anche per il Ticino, si rileva che la stessa commissione Economia e lavoro del Gran Consiglio si sta occupando della problematica. Oltre ai fattori legati alla salute, appaiono come motivo di forte preoccupazione e di stress anche aspetti di politica sociale e in particolare il peggioramento della situazione economica individuale e familiare di un numero sempre crescente di persone", continua De Maria, citando uno studio Comparis dello scorso mese di agosto: "Il 28% degli intervistati segnala un peggioramento della propria situazione finanziaria rispetto al 2022. Nel nostro cantone ben il 39% dichiara di dover “faticare per arrivare a fine mese” (il
19% nel resto della Svizzera). Fra le cause più frequentemente indicate vi sono l’aumento dei premi di cassa malati (65%) e il rincaro delle spese per l’alloggio o dei tassi ipotecari (47%).
Le preoccupazioni per il proprio futuro e l’attesa di un peggioramento della propria situazione finanziaria riguardano soprattutto le donne (31%), le economie domestiche con un reddito lordo basso fino ai 4'000 franchi (38%) e quelle con un reddito medio compreso tra i 4'000 e gli 8'000 franchi".

In definitiva, "tra le lavoratrici e i lavoratori è sempre più diffuso il malessere per la contraddizione fra le sempre più difficili condizioni di lavoro, con carichi e ritmi di lavoro sempre crescenti, e l’impoverimento di se stessi e della propria vita. Sia a livello razionale sia a livello inconscio, è causa di stress l’inaccettabilità del proprio impoverimento, malgrado il sovraccarico nel proprio lavoro e il costante incremento delle pressioni nella propria vita lavorativa e sociale. In contraddizione con una situazione di crescita economica, con la distribuzione, quest’anno, di 45 miliardi di franchi di dividendi, vi sono persone che temono di non riuscire a vivere in Svizzera la loro pensione, altre che vivono una pericolosa forma di “esilio interiore”, che si riturano dal mondo e dalla società, che non osano più uscire, che non hanno i mezzi per andare al ristorante, per spostarsi, per curarsi dal medico o dal dentista. Per una parte importante delle persone è motivo di sofferenza subire o immaginare la prospettiva di un impoverimento di se stessi e della popolazione svizzera, malgrado una ricchezza esistente ma non
equamente distribuita, insieme alla precarietà e all’incremento costante del carico del proprio lavoro", conclude.

E chiede:

"1. Esistono dei dati sufficientemente precisi e aggiornati che possano descrivere in modo attendibile la situazione del rapporto fra lavoro e salute mentale in Ticino?

2. Non ritiene il CdS che sia necessaria una dettagliata analisi quantitativa e qualitativa di questo problema che si manifesta anche nel nostro cantone, una regione particolarmente fragile dal punto di vista economico ed esposta ai fattori più problematici riguardanti il lavoro, il mercato del lavoro, così come ai problemi di salute mentale?

3. Non ritiene il CdS che l’indagine in questione debba necessariamente indagare questa materia con delle analisi e delle osservazioni dettagliate, che considerino in modo specifico i diversi settori economici, le categorie generazionali e di genere, con una particolare attenzione per il mondo giovanile, particolarmente esposto a problemi di ordine psicologico?

4. Considerata la pertinenza della problematica, quali sono le misure che il CdS intende mettere in atto, ai vari livelli, per affrontare questa situazione?

5. Il Consiglio di Stato è in grado di fornire dei dati che possano descrivere e permettere di affrontare questo problema all’interno dell’Amministrazione cantonale? Ci sono dati e informazioni che riguardino funzionari e docenti?

6. In particolare, esistono dei dati che indicano un aumento delle assenze per malattia all’interno dell’Amministrazione cantonale? In tal caso quali politiche vengono intraprese per affrontare il problema e quali strumenti vengono utilizzati?".

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