A Liscio e Macchiato parliamo anche dell''intervista della NZZ a Moritz Leuenberger che rievoca i tragici eventi del 2001. E della provocazione di Marco Noi: da Lugano a Minneapolis...

Apriamo l’edizione odierna di Liscio e Macchiato, giovedì 12 marzo, https://www.youtube.com/watch?v=_iErbd9mHtY con la tragedia di Kerzers. Sono state identificate le sei vittime del rogo sull’autopostale: tra i deceduti c’è anche un ragazzo di 16 anni, oltre a due donne – una di 25 e una di 39 anni – un 29enne, l’autista del bus, 63 anni, e l’autore del gesto, un uomo di 65 anni, svizzero, residente nel Canton Berna, già noto alle autorità sanitarie come persona psichicamente instabile, emarginata e disturbata.
Restando sul tema, segnaliamo l’editoriale di Paride Pelli sul Corriere del Ticino, che sottolinea alcune inquietanti similitudini tra il rogo di Crans-Montana e quello di Kerzers: “Siamo precipitati in un’atmosfera che da gennaio conosciamo purtroppo molto bene”, scrive, ricordando come in appena quattro mesi, in un Paese che continuiamo a considerare tra i più sicuri al mondo, ci siamo trovati di nuovo ad ascoltare frasi e vedere immagini capaci di turbare nel profondo.
La Neue Zürcher Zeitung, invece, intervista l’ex consigliere federale Moritz Leuenberger, che rievoca la terribile sequenza di eventi del 2001, quando era in governo: dalla strage di Zugo all’incidente nella galleria autostradale del Gottardo, fino al crash del volo Crossair; e il 2001 fu anche l’anno dell’attacco alle Torri Gemelle di New York.
Poi torniamo su Crans-Montana: riproponiamo alcuni passaggi di Roberto Saviano, intervistato ieri sera a Matrioska, sulle ipotesi e sui sospetti messi nero su bianco dalla polizia federale nel dossier che riguarda i coniugi Moretti e l’origine dei loro soldi. E proponiamo anche alcuni passaggi dell’intervento dell’ex procuratrice federale Rosa Cappa, sempre a Matrioska.
Infine, chiudiamo con l’opinione del deputato dei Verdi Marco Noi, che su laRegione propone un paragone volutamente provocatorio tra quanto accaduto a Lugano durante la manifestazione antifascista del 21 febbraio in Piazza Riforma e il caso Minneapolis: richiama le parole pronunciate in piazza dalla polizia – “avete pochi minuti per sgomberare, altrimenti useremo mezzi coercitivi come lacrimogeni e proiettili di gomma” – e sostiene che, fatte tutte le proporzioni e differenze del caso, da Lugano a Minneapolis il passo potrebbe non essere così lungo.