POLITICA
Dagli 'starnazzamenti' all'audit sulla Polizia, le bordate di Fonio contro Zali
Il sindacalista: "Ancora una volta il ministro si dimostra irrispettoso nei confronti delle associazioni del personale"
TiPress / Elia Bianchi

Si accende lo scontro tra il sindacato OCST e il consigliere di Stato Claudio Zali sulla situazione interna della Polizia cantonale. Nell’intervista rilasciata oggi a laRegione, il direttore del Dipartimento del territorio - e responsabile politico della polizia - ha annunciato l’intenzione di commissionare un audit esterno per "capire meglio il clima all’interno del Corpo", indipendentemente dal futuro della riorganizzazione delle polizie, cantonale e comunali.

Parole che hanno provocato la reazione immediata del segretario di Ocst-Polizia Giorgio Fonio, che sempre a laRegione non ha nascosto il proprio disappunto. "Ancora una volta Claudio Zali si dimostra irrispettoso nei confronti delle associazioni del personale della Polizia cantonale e del personale stesso, è un vero sgarbo istituzionale", afferma.

Il nodo, oltre al merito della decisione, è soprattutto il metodo. "Questo passaggio denota ancora una volta un grande problema di comunicazione", osserva Fonio, ricordando come i sindacati avessero già promosso un sondaggio interno per far emergere criticità e disagi all’interno del Corpo. "Noi abbiamo fatto quel famoso sondaggio per dare un contributo alla polizia stessa, per cercare di far capire malumori e disagi interni e provare a risolverli insieme".

Il sindacalista ricorda che quell’iniziativa è stata prima "demolita e denigrata" da Zali, e le richieste parlamentari di un audit sono state liquidate come operazioni di facciata e starnazzate. Ora, invece, la proposta riemerge proprio dal Dipartimento. "Apprendiamo dalla vostra intervista di questa intenzione: ne prendiamo atto ma, ancora una volta, siamo di fronte a uno sgarbo istituzionale e a un modo di fare che non comprendiamo".

Fonio insiste soprattutto sulla rottura del percorso condiviso avviato negli ultimi mesi. "Con un tavolo paritetico al lavoro, con rappresentanti del Comando e dei sindacati che discutono, tutti si erano impegnati a mantenere il dialogo aperto e costruttivo. E invece siamo stati ancora una volta presi metaforicamente a pugni".

Sul tavolo restano problemi concreti e pesanti, emersi anche dal sondaggio interno: sette agenti su dieci hanno dichiarato di aver pensato di lasciare la polizia e circa un quarto sta attivamente cercando un altro impiego. "Sono problemi che vanno affrontati e li stiamo affrontando", sottolinea Fonio, chiedendo però maggiore coinvolgimento. "Come sindacato ci piacerebbe essere quantomeno coinvolti per capire a chi sarà commissionato questo audit e quali saranno i criteri".

La vicenda, rilanciata da laRegione, riapre così un fronte delicato nei rapporti tra Dipartimento e personale, in un momento in cui il clima interno al Corpo resta uno dei dossier più sensibili della legislatura.

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