POLITICA
Casa comune del centrodestra, Piccaluga apre ma mette due paletti
Il coordinatore leghista guarda oltre il 2027, ma frena sugli automatismi: “Va valorizzata l’autonomia della Lega. E il nostro baricentro resta il Ticino”
TIPRESS/F.AGOSTA
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Il Mattino: Lega e UDC a un tavolo. Obiettivo: Casa comune del centrodestra

30 AGOSTO 2026
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Il Mattino: Lega e UDC a un tavolo. Obiettivo: Casa comune del centrodestra

30 AGOSTO 2026

LUGANO – La “casa comune” del centrodestra ticinese comincia a prendere consistenza nel dibattito politico. Dopo la proposta rilanciata dal Mattino della Domenica e l’apertura del presidente ad interim dell’UDC ticinese Marco Chiesa verso una possibile “nuova entità politica comune”, arriva ora la reazione del coordinatore della Lega Daniele Piccaluga.

Interpellato domenica sera dal Corriere del Ticino, Piccaluga apre chiaramente alla prospettiva di un progetto che vada oltre l’alleanza elettorale in vista delle Cantonali del 2027.

“Credo sia giusto guardare oltre il prossimo appuntamento elettorale”, afferma il coordinatore leghista, ricordando che Lega e UDC hanno alle spalle una lunga storia di collaborazione e numerose battaglie politiche condivise. Per questo, sostiene, ragionare sul futuro dell’intera area “è naturale e opportuno”.

Piccaluga non chiude dunque affatto alla suggestione lanciata in questi giorni. Anzi: definisce esplicitamente una “casa comune” come “una prospettiva che merita di essere approfondita con serietà”.

Un’apertura significativa, accompagnata però da alcuni paletti. Qualunque evoluzione futura, sottolinea il coordinatore, dovrà preservare e valorizzare “l’identità e l’autonomia della Lega, in un rapporto di pari dignità”. E aggiunge un altro elemento identitario: “Il nostro baricentro resta il Ticino”.

È soprattutto il richiamo alla pari dignità a indicare quale potrebbe essere uno dei nodi di un futuro negoziato: discutere di una struttura comune sì, ma senza annessioni o predominio di una forza politica sull’altra.

Piccaluga invita quindi a non anticipare il punto d’arrivo: “Costruiamo bene il percorso e lasciamo che sia il confronto a indicare, senza automatismi, la soluzione migliore per il futuro”.

Come osserva il Corriere del Ticino, nelle parole del coordinatore leghista si può leggere anche una risposta alla forte accelerazione impressa da Marco Chiesa, che nei giorni scorsi aveva esplicitamente evocato la nascita di una “nuova entità politica comune”.

Insomma, sulla prospettiva di una casa comune del centrodestra la porta della Lega è aperta. Ma Piccaluga sembra indicare un metodo diverso: prima costruire il percorso e definire gli equilibri, poi decidere fin dove spingere l’integrazione tra Lega e UDC.

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