Durissima reazione degli ecologisti alla nuova ripartizione dei Dipartimenti: “Sembra una decisione ben coordinata con Berna”. E temono che il nuovo ministro possa smantellare le politiche climatiche e ambientali

Alla fine è andata così. Piero Marchesi, appena insediatosi in Consiglio di Stato, ha ricevuto il Dipartimento del territorio lasciato da Claudio Zali. Una soluzione all’insegna della continuità, secondo il Governo, ma che non piace affatto ai Verdi, che affidano a un comunicato una reazione particolarmente dura.
“Sembra una decisione ben coordinata con Berna, quella presa oggi dal Consiglio di Stato”, esordiscono gli ecologisti, costruendo un parallelo tra Marchesi e il consigliere federale UDC Albert Rösti.
E arriva subito l’immagine più forte del comunicato: “Oltre a Rösti, anche Marchesi potrà agire indisturbato come la volpe nel pollaio, nei dossier critici per smantellare le politiche a favore del clima e dell’ambiente o della mobilità pubblica”.
I Verdi si spingono oltre, chiedendosi se anche il nuovo direttore del Territorio, “come Rösti”, arriverà a chiedere ai propri collaboratori “di censurare termini come clima e biodiversità per poter prendere più facilmente decisioni antiscientifiche”.
In teoria, osservano gli ecologisti, a impedire eventuali “deragliamenti” dovrebbero essere gli altri quattro membri dell’Esecutivo. Ma la stoccata investe proprio l’intero Governo: “Dovremmo poter contare sui colleghi di governo, qualora dovesse ‘deragliare’, ma visto che sono loro ad aver messo ‘la volpe nel pollaio’... non possiamo che essere preoccupati”.
I Verdi non sembrano credere molto neppure alla spiegazione ufficiale della stabilità. Ricordano che il Dipartimento del territorio sembrava interessare anche a Norman Gobbi e Raffaele De Rosa e osservano che, considerati anche i lunghi tempi della discussione in Governo, “più che continuità” si potrebbe pensare che i consiglieri di Stato “non siano riusciti a mettersi d’accordo”.
Da qui, secondo la loro lettura, la scelta di non procedere a scambi di Dipartimento e di convergere all’unanimità sullo status quo. Una situazione che i Verdi si augurano duri soltanto fino alle elezioni cantonali di aprile.
Il comunicato si conclude comunque con una piccola apertura nei confronti del nuovo ministro e dell’Esecutivo: “In ogni caso, come Verdi, siamo pronti a lasciarci sorprendere e auguriamo buon lavoro al nuovo Consiglio di Stato”.