Le conclusioni saranno rese pubbliche mercoledì 11 novembre, durante una conferenza stampa. Fino ad allora la Commissione manterrà il massimo riserbo

La Commissione parlamentare d'inchiesta (CPI) sul caso Hospita ha concluso i propri lavori e firmato il rapporto finale. Istituita dal Gran Consiglio lo scorso 26 gennaio, la Commissione ha tenuto 27 riunioni, interrogato 12 persone e consultato centinaia di atti giudiziari nel corso di oltre otto mesi di attività.
Presieduta dalla deputata liberale radicale ed ex procuratrice pubblica Natalia Ferrara, la CPI comprende Andrea Giudici (UDC, vicepresidente), Samantha Bourgoin (Verdi), Maurizio Canetta (PS), Giuseppe Cotti (Centro) ed Evaristo Roncelli (Avanti con Ticino & Lavoro). I lavori si sono svolti con la consulenza del professor Giovanni Biaggini e degli avvocati Francesca Piffaretti Lanz e Daniel Ponti.
Il rapporto sarà ora sottoposto al Consiglio di Stato, che potrà presentare le proprie osservazioni. Anche le persone interrogate avranno la possibilità di esaminare il documento e formulare eventuali osservazioni, che saranno allegate integralmente.
Le conclusioni saranno rese pubbliche mercoledì 11 novembre, durante una conferenza stampa. Fino ad allora la Commissione manterrà il massimo riserbo. Il Gran Consiglio discuterà gli esiti dell'inchiesta e le raccomandazioni della CPI nella sessione parlamentare che inizierà il 23 novembre.
Dall'arresto di Eolo Alberti al caso politico-istituzionale
All'origine della vicenda vi è l'inchiesta penale avviata nel 2024 su presunte malversazioni ai danni di Hospita Suisse, società attiva nella fornitura di prestazioni sanitarie alle cliniche private ticinesi.
Il 9 agosto 2024 viene arrestato Eolo Alberti, sindaco leghista di Bioggio, già direttore amministrativo della società e successivamente membro del Consiglio d'amministrazione dell'Ente ospedaliero cantonale. Le ipotesi investigative riguardano reati economico-finanziari, tra cui appropriazione indebita e amministrazione infedele. Alberti respinge le accuse e beneficia della presunzione di innocenza.
Ma ben presto l'inchiesta assume una dimensione che va oltre le presunte irregolarità contabili.
Emergono infatti interrogativi sul ruolo dei vertici della Lega dei Ticinesi, che nella primavera del 2024, dopo aver ricevuto informazioni su possibili problemi finanziari di Hospita, avevano incaricato l'avvocato ed ex deputato leghista Enea Petrini di svolgere una verifica sulla situazione della società. Il rapporto viene consegnato all'allora coordinatore della Lega e consigliere di Stato Norman Gobbi.
Un altro filone riguarda i rapporti tra Alberti, l'ex deputata leghista Sabrina Aldi, subentrata alla direzione amministrativa di Hospita nel novembre 2023, e il medico Claudio Camponovo, socio della società.
Al centro delle polemiche finisce anche l'elezione, nel marzo 2024, di Alvaro Camponovo, figlio di Claudio, alla carica di procuratore pubblico. L'elezione era stata sostenuta politicamente da Sabrina Aldi, allora vicepresidente della Commissione giustizia e diritti del Gran Consiglio. Una circostanza che solleva interrogativi sui possibili intrecci tra interessi privati e nomine pubbliche.
Il rapporto Petrini e le domande sulla magistratura
La vicenda si complica ulteriormente nel 2025, quando il Movimento per il socialismo rende pubblico il rapporto Petrini e presenta una lunga serie di interrogativi sui rapporti tra esponenti politici, società private e autorità giudiziarie.
Tra le questioni sollevate figurano la conoscenza delle presunte irregolarità da parte dei vertici leghisti, le modalità con cui sono state trasmesse le informazioni agli inquirenti e il ruolo di una fonte confidenziale di polizia all'origine dell'indagine penale.
Seguono denunce e controdenunce tra alcuni protagonisti della vicenda, mentre vengono avanzate richieste di ricusa nei confronti dei magistrati ticinesi, nel tentativo di affidare determinati accertamenti a un procuratore straordinario esterno.
La Corte dei reclami penali respinge tuttavia la richiesta di ricusa generalizzata dei procuratori pubblici ticinesi.
Di fronte al moltiplicarsi degli interrogativi, la Commissione della gestione del Gran Consiglio avvia approfondimenti attraverso una sottocommissione speciale. Nel novembre 2025 viene proposta l'istituzione di una vera e propria Commissione parlamentare d'inchiesta, incaricata di esaminare gli aspetti istituzionali della vicenda.
Il 26 gennaio 2026 il Gran Consiglio approva la costituzione della CPI con 61 voti favorevoli, 13 contrari e un'astensione.
Ora, dopo oltre otto mesi di lavori, si attende di conoscere quali fatti la Commissione abbia potuto accertare, quali criticità istituzionali siano eventualmente emerse e quali raccomandazioni verranno sottoposte al Parlamento.
La distinzione resta fondamentale: la CPI non è chiamata a stabilire responsabilità penali, che spettano alla magistratura, ma a verificare il funzionamento delle istituzioni e le eventuali disfunzioni emerse nella gestione di una vicenda che ha coinvolto politica, sanità e giustizia.
Sarà dunque l'11 novembre il momento della verità sul versante parlamentare del caso Hospita. Una vicenda nata da sospette malversazioni finanziarie e diventata progressivamente un'inchiesta sui rapporti tra potere politico, interessi economici e magistratura ticinese.