POLITICA
Céline Amaudruz si candida alla successione di Parmelin
La vicepresidente dell'UDC Svizzera annuncia la propria disponibilità a entrare in Consiglio Federale. Tra le priorità, sicurezza, potere d'acquisto e sovranità nazionale. E sui figli replica: "Potrei essere d'esempio a molte mamme"
POLITICA

Guy Parmelin lascia il Consiglio federale: “È il momento di cedere il posto”

02 OTTOBRE 2026
POLITICA

Guy Parmelin lascia il Consiglio federale: “È il momento di cedere il posto”

02 OTTOBRE 2026

BERNA – La corsa alla successione di Guy Parmelin in Consiglio federale entra nel vivo. Céline Amaudruz, 47 anni, consigliera nazionale ginevrina e vicepresidente dell'UDC Svizzera, ha annunciato oggi ufficialmente la propria candidatura per il seggio che il ministro vodese lascerà libero alla fine dell'anno.

Una decisione maturata dopo una lunga riflessione e un confronto con il marito e i familiari, ha spiegato Amaudruz davanti ai giornalisti. La deputata intende mettere le proprie competenze al servizio del Paese, affrontando l'eventuale incarico con determinazione, umiltà e spirito di collegialità. Una candidatura che si inserisce anche nell'auspicio espresso dallo stesso Parmelin, favorevole a un ricambio generazionale e convinto che diverse donne dell'UDC abbiano le qualità necessarie per sedere in Governo.

Nel presentarsi, Amaudruz ha sottolineato il proprio attaccamento alla Svizzera, alla sua diversità e alle sue tradizioni, senza rinunciare a uno sguardo aperto sul mondo. Quanto alle responsabilità che potrebbe assumere in caso di elezione, ha riconosciuto di avere delle preferenze tra i dipartimenti, senza tuttavia indicare quali. Ha comunque assicurato di essere pronta ad accettare qualsiasi incarico le venisse affidato. "Sono candidata al Consiglio federale, non a un dipartimento in particolare", ha precisato.

La conferenza stampa è stata anche l'occasione per delineare le sue priorità politiche. Al primo posto la sicurezza, in un contesto internazionale segnato da guerre e tensioni geopolitiche. Secondo Amaudruz, la Svizzera deve continuare a impegnarsi per la pace e il dialogo, ma al tempo stesso dotarsi di un esercito forte e rafforzare la protezione dei propri confini. Sul fronte interno, la candidata ha richiamato l'attenzione sulla progressiva erosione del potere d'acquisto, indicandola come una delle principali preoccupazioni per la popolazione. "Questo è un problema grave. Bisogna rafforzare la classe media e sostenere l'agricoltura", ha affermato. Una posizione accompagnata dalla contrarietà al nuovo pacchetto di accordi bilaterali con l'Unione europea, che a suo giudizio "minacciano la nostra indipendenza e sovranità".

Non sono mancate domande su temi più delicati. Interrogata sulle origini del marito, Michael Andersen, e sulle possibili implicazioni rispetto alle sue posizioni in materia migratoria, Amaudruz ha chiarito: "Mio marito ha origini norvegesi, ma è svizzero". La consigliera nazionale ha inoltre affrontato il tema della violenza domestica, sostenendo che il fenomeno sia più diffuso tra persone provenienti da altre culture. Una sua valutazione che ha accompagnato con la precisazione che ogni forma di violenza è comunque inaccettabile e che su questo fronte intende impegnarsi. "Non dobbiamo chiudere un occhio", ha dichiarato.

Ma uno dei passaggi più decisi della conferenza stampa ha riguardato la sua vita familiare. Interrogata sulle considerazioni apparse nei media circa la difficoltà di conciliare il ruolo di consigliera federale con quello di madre di bambini ancora piccoli, Amaudruz non ha nascosto la propria irritazione. Si è detta "esterrefatta" che nella Svizzera di oggi possano ancora circolare simili argomentazioni. E ha ribaltato la questione: "Se venissi eletta potrei essere d'esempio a molte mamme".

La candidatura ha anche un'importante dimensione regionale. A sostenerla è la sezione ginevrina dell'UDC, il cui presidente Lionel Dugerdil ha ricordato come Ginevra non sia più rappresentata in Consiglio federale dal 2011, anno dell'uscita dal Governo della socialista Micheline Calmy-Rey. Secondo Dugerdil, l'elezione di Amaudruz permetterebbe di rafforzare la presenza della Svizzera romanda nell'Esecutivo e di dare voce alle esigenze di un Cantone che riveste un ruolo economico di primo piano, grazie soprattutto alla piazza finanziaria e al settore industriale. Il presidente dell'UDC ginevrina ha ricordato, a questo proposito, che nel 2025 Ginevra ha contribuito alla perequazione finanziaria nazionale con 542 milioni di franchi.

Ma c'è anche la realtà di un Cantone di frontiera, confrontato quotidianamente con problemi di mobilità e con le difficoltà dei giovani nell'accesso al mercato del lavoro. Questioni che, secondo i sostenitori della candidatura, potrebbero trovare maggiore attenzione a Berna con una rappresentante ginevrina in Governo.

Il primo passaggio formale è fissato per il 20 ottobre, quando l'assemblea dell'UDC ginevrina sarà chiamata a pronunciarsi sulla candidatura. Tre giorni più tardi, venerdì 23 ottobre a mezzogiorno, scadrà il termine per la presentazione delle candidature alla successione di Parmelin. A quel punto, l'ultima parola spetterà all'Assemblea federale.

 

Potrebbe interessarti anche

POLITICA

Markus Ritter è il primo candidato alla successione di Viola Amherd

POLITICA

“Crans-Montana, pressioni inaccettabili dall’Italia”: Marchesi interroga il Consiglio federale

TRIBUNA LIBERA

Niccolò Salvioni: "Cooperazione sì, ma la neutralità non si tocca"

In Vetrina

IN VETRINA

Fortezza Home, sentirsi a casa anche per pochi mesi

05 OTTOBRE 2026
IN VETRINA

Sergio Morisoli: Governo tutti a casa? Il caso Zali, il Centrodestra. E su Carobbio...,

11 SETTEMBRE 2026
IN VETRINA

Eventi su misura, il lusso invisibile dell’organizzazione

10 SETTEMBRE 2026
IN VETRINA

Tra imitazione e autenticità: perché la pietra naturale continua ad affascinare

09 LUGLIO 2026
IN VETRINA

Gehri, la piscina come stanza all’aperto

07 LUGLIO 2026
IN VETRINA

A San Bernardino gastronomia... sotto le stelle. Torna la rassegna Alpine Gourmet

02 LUGLIO 2026