POLITICA
Via Giuliano Bignasca, il Municipio di Lugano dice sì, ma Badaracco critica: “Ha prevalso l’emotività”
Gian Maria Bianchetti, consigliere comunale leghista che negli ultimi anni ha portato avanti la battaglia attraverso tre interpellanze

LUGANO – Alla fine Giuliano “Nano” Bignasca avrà una via intitolata alla sua memoria a Lugano. Dopo anni di richieste, discussioni e resistenze, il Municipio ha deciso a maggioranza di dedicare al fondatore della Lega dei ticinesi, scomparso nel 2013, il primo tratto dell'attuale via Pietro Capelli, quello che costeggia il fiume Cassarate tra viale Castagnola e via Maggio.

La decisione è arrivata dopo quattro discussioni in seno all'Esecutivo cittadino e non senza qualche divisione politica. A pesare sul dibattito è stato anche il preavviso negativo della Commissione stradario, che aveva espresso perplessità sull'opportunità di intitolare una strada a una personalità politica divisiva.

A esprimere soddisfazione è Gian Maria Bianchetti, consigliere comunale leghista che negli ultimi anni ha portato avanti la battaglia attraverso tre interpellanze. Una soddisfazione accompagnata, però, da qualche riserva sulla scelta della strada.

“Siamo ovviamente felici della decisione”, dichiara al Corriere del Ticino, aggiungendo che “il tratto scelto non ha molta logica”. Secondo Bianchetti, sarebbe stato più appropriato dedicare al Nano il primo tratto di via Monte Boglia, dove ha sede la Lega dei ticinesi. “Sia quel che sia, prendiamo quel che passa il convento”. 

La scelta del Municipio è stata dettata anche da ragioni pratiche. Cambiare il nome di una strada comporta infatti inevitabili disagi per residenti e attività economiche, a cominciare dagli aggiornamenti degli indirizzi presso la Posta e gli operatori telefonici. Il tratto di via Capelli individuato dovrebbe limitare questi inconvenienti.

Ma Bianchetti non è convinto: “In realtà questo è un falso problema”, osserva, ricordando che a seguito delle aggregazioni comunali diverse strade hanno già dovuto cambiare denominazione.

Badaracco: “Si è creato un precedente”

Più critica la posizione del vicesindaco Roberto Badaracco, presidente della Commissione stradario. Quest'ultima, pur avendo individuato il tratto di via Capelli come possibile soluzione, aveva espresso un preavviso contrario all'intitolazione.

La motivazione riguardava la prassi seguita finora dalla Città, che avrebbe riservato le intitolazioni a personalità politiche soprattutto a ex sindaci o a figure capaci di raccogliere un consenso trasversale.

Per Badaracco, con questa decisione “si è creato un precedente”. E aggiunge: “In Municipio hanno insomma prevalso l'emotività e la ragion di Stato”.

Una lettura che la Lega respinge. Per Bianchetti, il parere di una commissione consultiva non può prevalere sulla responsabilità politica del Municipio. E soprattutto, il riconoscimento pubblico a Bignasca non deve necessariamente implicare una condivisione delle sue idee o del suo stile.

Nell'ultima interpellanza, depositata il 19 settembre, il consigliere comunale leghista aveva sottolineato come fosse “incontestabile che Giuliano ‘Nano’ Bignasca abbia segnato profondamente la vita pubblica cittadina e cantonale e che abbia rappresentato una parte importante della popolazione luganese”.

Dedicargli una strada, precisava, “non significa pretendere un'adesione unanime alle sue idee”, ma “riconoscere, con maturità istituzionale, il ruolo storico e politico svolto per Lugano”.

Un argomento che, alla fine, ha convinto la maggioranza del Municipio, dopo che la questione era stata affrontata tre volte senza giungere a una conclusione.

Ora la decisione è presa. E a tredici anni dalla morte, Giuliano Bignasca, protagonista per oltre un ventennio della politica luganese e ticinese, entrerà anche nella toponomastica della città che ha contribuito a trasformare politicamente.

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