TELERADIO
“200 franchi bastano” bocciata, il Comitato contrario esulta: “Un segnale forte per SSR e RSI”
Ringraziamenti a società civile, partiti, sindacati e associazioni. “Il servizio pubblico resta centrale per coesione nazionale, pluralismo e minoranze linguistiche”

Il Comitato contro l’iniziativa “200 franchi bastano” – Non silenziamo la Svizzera italiana! accoglie con soddisfazione la bocciatura alle urne della proposta e ringrazia la società civile, le forze politiche, le organizzazioni sindacali e le numerose associazioni della Svizzera italiana per il lavoro svolto durante la campagna, che – sottolinea – ha contribuito a mobilitare la popolazione a sostegno del servizio pubblico radiotelevisivo.

Nel comunicato diffuso dopo il voto, il Comitato interpreta il risultato come un “segnale forte” a favore della SSR e come una conferma dell’importanza del suo ruolo per la coesione nazionale, per il pluralismo e per la tutela delle minoranze linguistiche. La maggioranza di popolo e cantoni, viene rilevato, ha scelto di mantenere un servizio considerato fondamentale, che garantisce alla Svizzera italiana – attraverso la RSI – una presenza mediatica “solida, indipendente e radicata nel territorio”.

Il Comitato rimarca inoltre il significato particolare che la votazione assume proprio nella Svizzera italiana, dove il dibattito è stato descritto come intenso e partecipato. Il voto, secondo i promotori del fronte contrario all’iniziativa, mostra che una parte importante della cittadinanza ha sostenuto la RSI, riconoscendone il valore nel raccontare la realtà regionale e nel dare un impulso alla vita culturale, sociale e democratica del Paese.

Pur salutando l’esito alle urne, il Comitato avverte però che la partita non si chiude qui. Il contesto mediatico, si legge, resta in profonda trasformazione e per questo sarà determinante che la SSR continui nel percorso di rinnovamento avviato con il progetto “Enavant”, preservando al contempo i principi cardine del mandato pubblico: indipendenza, plurilinguismo e attenzione alle regioni linguistiche minoritarie.

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