Finisce dopo sei anni l’era Pelli. Il nuovo assetto ridisegna i vertici del polo di Muzzano: Leoni dirigerà TeleTicino, Bassi Radio3i, Chiaradonna vicedirettore del quotidiano. Nasce una regia sempre più integrata tra carta, web, radio e tv

MUZZANO - Cambia l’assetto editoriale del Gruppo Corriere del Ticino. E non si tratta soltanto della successione di Paride Pelli alla direzione del quotidiano. Dal prossimo 1° ottobre il polo di Muzzano avrà infatti una nuova struttura, costruita attorno a una regia più stretta delle diverse testate e piattaforme: Corriere del Ticino, TeleTicino, Radio3i, Ticinonews e Tessiner Zeitung.
Al centro del nuovo disegno c’è la nomina di Sacha Dalcol, 44 anni, a direttore editoriale di Gruppo. Saranno affidati a lui la direzione e il coordinamento complessivo dell’attività editoriale e lo sviluppo del progetto di integrazione tra le diverse redazioni. Una funzione dunque trasversale, mentre le singole testate manterranno le rispettive direzioni.
Dalcol è cresciuto professionalmente all’interno del Gruppo. Ha iniziato a Radio3i nel 2001, diventandone caporedattore nel 2007. Nel 2017 è stato nominato vicedirettore di TeleTicino e Radio3i e dal 2021 dirige entrambe le emittenti.
Al Corriere del Ticino la successione a Pelli viene invece affidata a Gianni Righinetti, 55 anni e una lunga storia professionale all’interno del quotidiano. Entrato al CdT nel 1995, responsabile della politica cantonale dal 2014, nel 2018 è stato nominato vicedirettore e dal 2021 ricopre il ruolo di vicedirettore responsabile. Al suo fianco, come vicedirettore, ci sarà Generoso Chiaradonna.
Il riassetto coinvolge anche radio e televisione. Andrea Leoni assumerà la direzione di TeleTicino, mentre Ruben Bassi quella di Radio3i. Marcello Pelizzari guiderà il Superdesk, la struttura chiamata a coordinare produzione e distribuzione dell’informazione digitale, e Filippo Suessli sarà responsabile del coordinamento editoriale multimediale di Gruppo.
Il senso dell’operazione va però oltre la distribuzione delle nuove responsabilità. L’obiettivo dichiarato è mettere maggiormente in comune competenze, contenuti e risorse e far lavorare le diverse testate sempre più come parti di un unico sistema editoriale, in una fase nella quale i confini tra carta, web, televisione e radio sono diventati molto più permeabili.
Ed è soprattutto il presidente del Consiglio d’amministrazione Fabio Soldati a spiegare la filosofia che sta dietro al cambiamento. “Dobbiamo dare atto che il modo di informarsi è completamente cambiato con lo sviluppo del mondo digitale”, osserva. Una trasformazione alla quale, secondo Soldati, il Gruppo dispone delle persone e delle risorse necessarie per rispondere, garantendo al Ticino “un’informazione indipendente, verificata rispetto alla miriade di notizie manipolate da gruppi di interesse”.
Un passaggio, quello di Soldati, che allarga il discorso al ruolo stesso dell’informazione. Rapidità, certo, ma senza sacrificare i principi sui quali poggia il mestiere. Il presidente richiama infatti la necessità di un’informazione “sempre attenta nel rispetto delle fondamenta del nostro Stato democratico”, citando tra i suoi capisaldi il rispetto delle leggi scelte dal popolo, l’uguaglianza davanti alla legge e il rispetto delle istituzioni, dalle quali – sottolinea – si devono pretendere “efficienza e rigore”.
Sulla trasformazione interviene anche il CEO Paolo Tacconi, che parla della sfida di portare l’informazione professionale di qualità “in forma sempre più ricca e completa in tutti i luoghi e i mezzi dove i lettori di oggi se la aspettano”. Un investimento in persone e strumenti con il quale il Gruppo punta a mantenere la propria posizione sul territorio e, nello stesso tempo, ad aprirsi a nuovi pubblici e nuove opportunità.
Con il nuovo corso si chiude intanto un capitolo importante della storia recente del quotidiano. Paride Pelli conclude il suo mandato di direttore responsabile dopo sei anni e lascia il Corriere dopo complessivamente 26 anni. Il Gruppo, nel comunicarne l’uscita, gli riconosce il contributo dato allo sviluppo e all’identità della testata attraverso la sua esperienza, la sua energia e il suo lavoro.
Dal 1° ottobre, dunque, non cambieranno soltanto alcuni nomi ai vertici. Prenderà forma un modello nel quale quotidiano, digitale, televisione e radio saranno coordinati più strettamente, pur mantenendo le proprie specificità. Un passaggio significativo per il Gruppo Corriere del Ticino e, per il peso delle sue testate, anche per il panorama dell’informazione ticinese.