Politica
08.11.2016 - 22:300
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Lega e PLR, ennesimo scontro nel... sacco. PPD deluso, Bertoli esulta

I leghisti si sono astenuti dal voto e pensano al referendum. Attilio Bignasca accusa i liberali di essere il partito delle tasse, il PLR risponde con un «sorriso ironico»

BELLINZONA - Giornata ricca di decisioni oggi in Gran Consiglio. La tassa sul sacco cantonale è stata approvata con 46 sì e 18 no. La spaccatura fra centro destra e centro sinistra: hanno votato contro PPD e la Destra, a favore PLR, PS e Verdi. La Lega si è astenuta, e Attilio Bignasca ha dichiarato che non è escluso che verrà lanciato un referendum. Nell'accesso dibattito, Claudio Zali ha parlato di Lugano chiamandolo «il villaggio gallico in riva al Ceresio», ma i toni non si sono spenti nemmeno dopo il voto e i commenti sono proseguiti via Facebook. «La felicità con cui PS e PLR esultano per l'introduzione di nuove tasse è emblematico della mentalità dei partiti storici», ha postato Boris Bignasca, dopo che lo zio Attilio ha tacciato i liberali di essere il partito delle tasse. Lo stesso PLR ha risposto tramite il proprio profilo social: «Secondo Attilio Bignasca - in politica Prima i nostri, in azienda Prima gli altri - il partito delle tasse sarebbe il PLR perché ha appoggiato la tassa sul sacco (principio chi produce rifiuti, paga) voluta dal suo ministro Claudio Zali. Ci limitiamo a un sorriso ironico. Lega: tutto e il contrario di tutto». A esultare vi è Manuele Bertoli, che scrive: «Ci sono voluti molti anni, ma il principio della tassa sul sacco è stato approvato dal Parlamento. Forse ci sarà un referendum popolare, forse no, ma è bene constatare come anche su questo dossier, che in Ticino ha preso un’importanza eccessiva, finalmente si sia potuto andare avanti sulla strada giusta. Le battaglie politiche a volte sono lunghe, molto lunghe, ma le buone argomentazioni sono più testarde delle resistenze». Scontento il PPD, il quale in serata ha diffuso un comunicato commentando le decisioni parlamentari, dove ha espresso «delusione in merito all’odierna decisione del Gran Consiglio che ha optato per un modello non necessariamente attento alle particolarità e alle sensibilità locali. La proposta del PPD, contenuta nel rapporto di minoranza redatto da Maurizio Agustoni, chiedeva il rispetto del principio di causalità - con possibilità di intervento del Consiglio di Stato qualora i Comuni non si adeguassero - e dell’autonomia comunale. Così purtroppo non sarà e, per rimediare all'inerzia quasi decennale del Consiglio di Stato, ora si passerà ad una lunga e laboriosa modifica dei regolamenti di tutti i 130 comuni, compresi quelli che da anni - dopo attente riflessioni - avevano adottato regolamenti conformi al diritto federale e adeguati alla realtà locale. Il PPD auspica che il Consiglio di Stato, nella concretizzazione della norma legislativa, lasci comunque un sufficiente margine di manovra ai Comuni». La nuova legge prevede una tassa sul sacco che dovrà rimanere tra 1.10 e 1.30 franchi, oltre a una tassa cantonale.
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