Politica
08.03.2018 - 22:560
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Rimborsi, il caso si sgonfia? E Gianella sbotta sulla richiesta di restituzione, "l'ha saputo prima la stampa di me. Se non ci si dà una regolata, diventiamo come l'Italia"

La Sottocommissione Finanze ha incontrato il Consiglio di Stato e l'ex Cancelliere, arrivando alla conclusione che vi sono stati degli errori amministrativi ma compiuti in buona fede. Adesso il Governo presenterà una soluzione all'Ufficio Presidenziale per le spese scoperte, il Consiglio Cantonale delle Finanze dovrà approvare le altre

BELLINZONA – Cinque ore col Governo e, prima, l’ex Cancelliere. La Sottocommissione Finanze oggi ha avuto modo di approfondire il tema rimborsi, e secondo quanto emerge dalle indiscrezioni trapelate, il tutto rischia di sgonfiarsi.

Ci sono infatti sì stati degli errori amministrativi,  ma commessi in buona fede. Un dettaglio non da poco, che era emerso, ha sottolineato Manuele Bertoli, anche nell’inchiesta di Noseda (la prima, sulla seconda si attende ancora una risposta). Il socialista ha esternato la sua contrarietà per il fatto che si sia insinuato che qualcuno abbia preso dei soldi non avendone il diritto.

Comunque, il Consiglio di Stato sottoporrà una soluzione all’Ufficio presidenziale che riguarda solo le spese coperte dai rimborsi come prevede la legge. Le altre questioni saranno in un’altra decisione approvata dal Consiglio Cantonale delle Finanze, dalle contribuzioni e dalle assicurazioni sociali. In particolare, i temi controversi sono i 300 franchi di rimborso per il cellulare e le due mensilità extra.

Per quanto concerne il Cancelliere, non si sa se avrà ancora diritto ad alcuni bonus. Intanto, Gianella, se l’è presa col sistema. Dapprima ha spiegato di aver portato la sua documentazione e la sua versione su quanto successo, e alla domanda se dovrà restituire le due mensilità percepite quando era già in pensione, è sbottato, ai microfoni della RSI: “di questa richiesta è venuta a saperlo prima la stampa del sottoscritto ma ormai in questo paese siamo abituati e se non ci si da una regolata su questi aspetti arriveremo a situazioni analoghe alla vicina Penisola. Sarebbe molto triste”.
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