Politica
29.05.2018 - 09:300
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

"Le disparità, l'effetto sostituzione e il dumping non sono sufficienti? Adesso dobbiamo anche pagare lo stipendio ai frontalieri?". La Lega furibonda

Non è piaciuta la decisione della SECO di estendere ai lavoratori non residenti il diritto al guadagno intermedio, ovvero a una compensazione per chi riceve una riduzione della percentuale di lavoro. "Per quello i soldi ci sono ma per i disoccupati residenti si taglia? Chiudiamo la SECO!"

BELLINZONA – “Altri regali ai frontalieri? Non ci stiamo, chiudiamo la SECO!”. Non usa mezzi termini, la Lega, in un comunicato furioso.

A far scattare l’arrabbiatura la decisione di “voler estendere anche ai frontalieri il diritto al “guadagno intermedio”, ossia una delle principali prestazioni garantite ai lavoratori residenti in Svizzera dalla Legge sull’Assicurazione Disoccupazione (LADI). Ovvero, i burocrati federali intendono pagare tramite una compensazione i frontalieri che subiranno una riduzione della percentuale di lavoro”.

“Non è sufficiente la disparità fra frontalieri e residenti? L’effetto di sostituzione e dumping salariale non sono sufficientemente elevati? Adesso dobbiamo anche pagare lo stipendio dei frontalieri?”, tuona il Movimento. I regali ai frontalieri in ambito della disoccupazione sono particolarmente indecenti se si pensa che, con l’ultima modifica della legge federale, che la Lega ha combattuto, dal 2012 sono stati introdotti pesanti tagli alle indennità dei residenti. Lo scopo dell’esercizio era, ovviamente, quello di risparmiare sulla pelle dei disoccupati svizzeri. Però i soldi per i regali ai frontalieri ci sono?”.

E teme che “la novità si presterà ad ogni sorta di raggiri. Vedi diminuzioni simulate dell’orario di lavoro – magari ad opera di imprenditori italici - per far poi compensare lo stipendio dalla disoccupazione. La Lega dei Ticinesi non accetta ulteriori regali ai frontalieri a discapito dei residenti, come non dovrebbero accettarlo gli altri partiti e tutti i cittadini! Ma indovina indovinello, a chi è in mano la SECO? Al consigliere federale P(L)R Amman, all’ex partitone che anche in Ticino non sembra avere a cuore l’interesse dei Ticinesi e del Ticino (vedi blocco ristorni)!”.

Dunque, la soluzione proposta è togliere la libera circolazione e chiudere la SECO”, così il contribuente risparmia 100 milioni di Fr all’anno da reinvestire per promuovere l’occupazione degli SVIZZERI”.
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