Fabrizio Sirica
Politica
27.09.2018 - 14:200

Sirica pronto a chiedere "lo stipendio medio di un ticinese", Riget per pari opportunità e mercato del lavoro

I candidati (non ufficiali, manca il Comitato Direttivo), si presentano. Mirante: "prometto impegno", il sindacalista guarda soprattutto al lavoro, come la candidata GISO

BELLINZONA – Manca ancora l’ok del Comitato Cantonale, ma il PS dovrebbe avere la sua lista per il Consiglio di Stato. Inutile nascondersi, malgrado le divisioni interne si corre per rieleggere Manuele Bertoli. Però Ivo Durisch, appunto, si è imposto come capogruppo, mentre Fabrizio Sirica è l’ala nuova, giovane, sindacale, e Laura Riget rappresenta giovani e donne, così come queste ultime sono portate al voto anche da Amalia Mirante.

Insomma, in fondo ciascuno può portare qualcosa di positivo e di nuovo al partito. E pur sapendo che il battistrada è Bertoli, Riget, Mirante e Sirica hanno voluto commentare sui social la loro candidatura.

La candidata GISO ha sottolineato i punto per lei importanti. “La nostra democrazia si basa sul concetto di rappresentanza. Come donna e giovane faccio parte di due gruppi storicamente sottorappresentati in politica, i cui interessi non vengono di conseguenza difesi sufficientemente. Con la mia candidatura vorrei cercare di far sentire maggiormente la voce di queste persone, portando avanti soprattutto due temi che sono legati al mio vissuto”. Eccoli: “Il primo è sicuramente quello del femminismo e delle pari opportunità. Anche se sulla carta siamo tutti e tutte uguali, di fatto non è ancora così. Le cifre parlano chiaro: donne, stranieri e persone LGBT guadagnano meno, non hanno le stesse possibilità di carriera, sono sottoposti a stereotipi discriminatori e sono appunto sottorappresentati in politica e in economia. Il secondo tema che vorrei portare avanti è l'emergenza del mercato del lavoro, soprattutto per noi giovani. Parlando con coetanei, che come me hanno deciso di studiare oltrealpe ho sentito spesso dire che finita la loro formazione non sarebbero tornati in Ticino, perché non ci sono posti di lavoro, oppure sono pagati una miseria. Il mercato del lavoro è sempre più precario, molti giovani sono costretti a fare mesi e mesi di stage sottopagati nella speranza di venir assunti oppure finiscono a lavorare in ambiti non adatti alle loro competenze e qualifiche. Nel frattempo costi importanti come gli affitti e i premi di cassa malati continuano a salire, pesando sempre di più anche sul budget limitato di noi nuove generazioni”. E in merito alla candidatura, dice che le piacere “continuare queste battaglie nelle istituzioni, candidandomi per il Consiglio di Stato e il Gran Consiglio sulla lista del Partito Socialista Ticino a nome della Gioventù Socialista Ticino”, in merito alla possibilità di correre per il Governo aggiunge: “qalsiasi sarà la decisione del Congresso è già un onore venir presa in considerazione per questa candidatura. Grazie mille per il vostro appoggio”.

Più stringata Amalia Mirante, che non è alla prima esperienza essendo già stata candidata quattro anni fa. “Sono emozionata e onorata per la candidatura al Consiglio di Stato. Non è mia abitudine fare promesse, ma questa oggi mi sento di farvela: ci metterò tutto il mio impegno e la mia passione. E ringrazio di cuore i tanti che mi hanno scritto e chiamata, mi avete commossa. Davvero! Avrò bisogno del vostro aiuto e del vostro sostengo. Vi voglio bene”, e fa gli auguri ai compagni di lista.

Fabrizio Sirica nella vita è sindacalista, e i suoi temi sono certamente quelli legati al mercato del lavoro. Ma il dettaglio più rilevante del suo intervento è certamente la volontà, in caso di elezione, di voler percepire lo stipendio medio ticinese. “Allargando lo sguardo alla società, a tutti i lavoratori e alle lavoratrici, ai cittadini comuni come me e la mia famiglia, mi accorgo che le dinamiche sono simili, nonostante tanta ricchezza stiamo sempre peggio! È un continuo attacco dei diritti sociali: pressione sui posti di lavoro, precariato, disoccupazione, tagli agli aiuti, spese che aumentano. Il tutto perché l’avidità di pochi prevale sull’interesse comune.In questo contesto, ho sentito la necessità di mettermi a disposizione perché sono convinto che se non combatteremo per proteggere la nostra gente (le classi sociali più in difficoltà e il ceto medio, indipendentemente dall’origine), se non faremo capire che nella lotta tra poveri proposta dalla destra non abbiamo nulla da guadagnarci, allora il tutto andrà a peggiorare”. Sulla candidatura dice: “Ho valutato per mesi questa candidatura, e anche se ho dovuto prendere decisioni importanti che potrebbero ripercuotersi fortemente sulla mia vita, sono qui perché devo farlo. Perché le storture, le disonestà, i conflitti di interessi, le ingiustizie devono essere denunciati e io lo farò senza peli sulla lingua. Perché un seggio socialista è troppo importante, per il Ticino, non per il partito, e se posso aiutare a difenderlo devo farlo. Ma non sono qui per fare la figurina. Non sono qui per privilegi, potere o carriera, ma solo e soltanto per quel che ho scritto sopra. A dimostrazione di questo do una prima notizia: se verrò eletto in CdS chiederò di percepire lo stipendio medio ticinese”.

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