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02.10.2017 - 15:580
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

E tre! Il PS non vuole le dimissioni bensì "un passo indietro di Beltraminelli, non può dirigere la Divisione dell'azione sociale e delle famiglie finché il tutto non sarà chiarito"

Dopo MPS e Verdi, anche il Partito Socialista ritorna a parlare di Beltraminelli. "Evidenti le discrepanze tra quanto detto a Falò e in Gran Consiglio: non può continuare, per ora, a dirigere il DASF". E insiste di nuovo sulla necessità di una Commissione parlamentare d'inchiesta

BELLINZONA – Altro che lunedì di fuoco! Correggiamo il titolo dell’articolo precedente: per Paolo Beltraminelli, questa è una giornata da incubo. In poche ore, incassa la terza richiesta di fare un passo indietro, anche se il PS non vuole le dimissioni del Ministro ma si limita a chiedergli un passo indietro per quanto riguarda la direzione del DASF, nell’interesse delle Istituzioni, dei cittadini e delle cittadine, giustamente preoccupati per quanto accaduto e ciò che sta accadendo”.

Secondo i socialisti, quanto da lui affermato a Falò ha delle discrepanze rispetto al discorso al Gran Consiglio del 13 marzo. In particolare, “il gerente della ‘Argo 1’ non aveva fornito un’offerta di prestazioni seria e articolata che poteva motivare di scegliere quest’agenzia per assicurare il delicato mandato che le è stato affidato, protratto tacitamente nel tempo senza che sia stato pubblicato un concorso pubblico e per un ammontare totale di 3,4 milioni di franchi. Non è ricevibile nemmeno l’argomento dell’economicità della tariffa fatturata da ‘Argo 1’, di poco superiore ai 35 franchi l’ora. Questo importo, nettamente inferiore alle tariffe abituali nel campo della sicurezza, avrebbe dovuto suscitare molta più attenzione di quella dimostrata. È stato infatti appurato che, quando è stata designata, l’agenzia ‘Argo 1’ non disponeva del personale necessario per assicurare il delicato mandato affidatogli e che 8’000 ore di lavoro, per un importo di 190mila franchi, sono state pagate in contanti senza essere state dichiarate. L’importo di 35 franchi l’ora mette in luce un chiaro caso di dumping salariale e delle ripercussioni a scapito dei lavoratori, i quali non sono stati compensati mentre il fallimento di ‘Argo 1’ è già stato pronunciato”. Senza scordare l’accompagnamento ai rifugiati di cui aveva parlato il Ministro, a cui la Argo 1 non era abilitata.

Per il PS, “lo Stato ha oggettivamente subito delle perdite sia per quanto riguarda la credibilità, i contributi sociali ed eventuali entrate fiscali mancanti a cui va sommato l’alto rischio incorso nell’affidare il delicato compito della sicurezza nei centri profughi a ‘Argo 1’.  Non è quindi accettabile che il Consigliere di Stato Paolo Beltraminelli possa ancora affermare che si sia risparmiato del denaro scegliendo ‘Argo 1’, come ha fatto in un’intervista pubblicata ieri domenica 1. ottobre dal ‘Caffè’”.

Così come preoccupano i controlli che pare fossero preannunciati, le versioni discordanti di Scheurer e Blotti, l’ipotesi di riciclaggio ai danni dell’azienda. Insomma, insistono, urge una commissione d’inchiesta parlamentare, oltre a un passo indietro dei Consigliere di Stato PPD: “non può continuare a dirigere la Divisione dell’azione sociale e delle famiglie (DASF), fintanto che l’insieme dei quesiti aperti e dei fatti accaduti riguardo al caso ‘Argo 1’ non saranno definitivamente chiariti e spiegati”.
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