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12.09.2022 - 09:240

Madre Teresa di Calcutta: “Nel mondo si muore di fame, ma si muore ancor più per mancanza d’amore”

La rubrica di Don Gianfranco Feliciani torna con uno sguardo su Madre Teresa di Calcutta e i suoi insegnamenti

*Di Don Gianfranco Feliciani

Madre Teresa è spirata a Calcutta, in India, il 5 settembre 1997, nella casa madre delle “Missionarie della carità”, la congregazione da lei fondata per l’assistenza dei “poveri più poveri”. Sono passati 25 anni. Fatto rarissimo nella Chiesa, è stata elevata agli onori degli altari in tempi rapidissimi: venne infatti dichiarata Beata nel 2003 da Giovanni Paolo II e
Santa nel 2016 da papa Francesco; ma è parso logico a tutti che così doveva essere, perché tutti abbiamo letto nel volto e nella storia di questa piccola suora di origine albanese, come per incanto, la tenerezza infinita di Dio!

Il mondo laico l’aveva santificata già prima, quando ancora era in vita, il 10 dicembre 1979, conferendole il premio Nobel per la pace. Madre Teresa ha stupito il mondo con la sua carità. Quel mondo di giustizia e di pace che tutti auspichiamo ha visto in lei una pista sicura tutta desunta dal Vangelo. Madre Teresa non era un’intellettuale, anche se ha scritto molto, ma con la sua fede incrollabile e la sua carità coraggiosa ha mostrato a tutti, anche agli specialisti della cultura, dell’economia e della politica, la via giusta per la realizzazione di una civiltà veramente degna dell’uomo.

Senza volerlo, la sua eroica bontà verso i poveri è risuonata come una severa denuncia dell’ingiustizia. E a chi si professa cristiano ha ricordato, senza mezzi termini, che voltare la schiena ai poveri vuol dire voltare la schiena a Cristo stesso! La sua parola interpella ancora tutti, ricchi e poveri che siano. Ripeteva spesso: “Sono stata in India e ho trovato una fame spaventosa; sono stata in Europa e ho trovato una fame ancora più spaventosa”. E spiegava: “La peggiore malattia è il sentirsi non desiderati né amati, il sentirsi abbandonati. La medicina può guarire le malattie del corpo, ma l’unica cura per la solitudine e la disperazione è l’amore. Si muore di fame, ma si muore ancor più per mancanza d’amore”.

Discorro di Madre Teresa con l’amico Paolo che ha avuto la fortuna di incontrarla e di parlarle in occasione di un’esperienza di volontariato a Calcutta con un gruppo di ticinesi. Gli chiedo: “Dimmi qualcosa di lei. Cosa vi disse in quell’incontro?”. Mi risponde: “Ci disse che era contenta di vedere dei giovani svizzeri venire in India per dare una mano alle Missionarie della carità, ma poi ci ricordò che in tutti i villaggi e le città della Svizzera c’è una Calcutta di miseria che ha un grande bisogno del nostro aiuto”.

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