TURISMO E DINTORNI
San Bernardino rilancia: investimenti per 500 milioni entro il 2035
A dicembre riaprono Ravizza e Albarella, mentre crescono pernottamenti e vendite immobiliari. Stefano Artioli traccia il bilancio dei primi tre anni e annuncia i prossimi progetti: dalle terme di Acuforta al potenziamento degli impianti di Confin
TiPress / Alessandro Crinari

SAN BERNARDINO (GR) - In tre anni, San Bernardino Swiss Alps ha rimesso in funzione Confin, rinnovato l’ospitalità e ampliato ristorazione, servizi e attività sportive, con circa 100 milioni di franchi di investimenti. A dicembre, l’Hotel Ravizza e la Residenza Albarella completeranno la «fase 0» con due inaugurazioni dedicate. Il Ravizza riaprirà nell’anno del suo duecentesimo anniversario, dopo un intervento che restituisce al centro del paese uno dei suoi edifici storici. Albarella tornerà a offrire spazi per l’ospitalità e la ristorazione, ai quali si aggiungerà a breve un’area wellness. «Il bilancio è positivo, perché in tre anni abbiamo rimesso in movimento una località che aveva bisogno di ritrovare fiducia, offerta e servizi», afferma Stefano Artioli, promotore di San Bernardino Swiss Alps.

I pernottamenti invernali sono cresciuti dell’85% tra il 2022/23 e il 2025/26 e i primi ingressi agli impianti di circa il 40% dalla riapertura. Al rinnovamento delle strutture si affianca un calendario di destinazione che trova nel San Bernardino Winter Village e nel San Bernardino Summer Village due appuntamenti riconoscibili. Il Winter Village crescerà ulteriormente già quest’anno con luci, colori e suoni natalizi e concerti con artisti internazionali, mentre sport, gastronomia e proposte per le famiglie accompagnano lo sviluppo estivo. «Chi torna a San Bernardino deve poter ritrovare ciò che apprezza e avere qualcosa di nuovo da scoprire», osserva Artioli.

Quasi il 90% degli appartamenti immessi sul mercato nella fase 0 è già stato venduto. Restano le ultime disponibilità prima della nuova offerta residenziale della fase 1, prevista non prima del 2029. La domanda si estende alla Svizzera interna: pur in crescita, i valori immobiliari restano competitivi rispetto ad altre destinazioni alpine di quell’area. L’ampliamento dei servizi e dell’offerta turistica rafforza l’attrattività di San Bernardino anche come opportunità d’investimento. Anche piccoli imprenditori e abitanti tornano a valorizzare il patrimonio del villaggio con ristrutturazioni e nuove realizzazioni.

Il passaggio alla fase 1 ha in Acuforta il suo progetto centrale: un investimento previsto di 200 milioni di franchi per un comparto termale, alberghiero e residenziale fondato sulla storica risorsa delle acque minerali. «Acuforta può dare a San Bernardino una ragione di soggiorno capace di accompagnare l’intero anno. È questo il suo valore strategico», sottolinea Artioli. Le terme, accessibili anche agli ospiti esterni, e l’ospitalità di alto livello potranno sostenere le mezze stagioni e avvicinare nuovi mercati. Per le attività locali, presenze più regolari significano maggiori possibilità di programmare, investire nella qualità e offrire occupazione stabile. L’interesse di nuovi investitori apre inoltre al coinvolgimento di partner qualificati nell’ospitalità, nel benessere e nella ristorazione, capaci di arricchire ulteriormente i contenuti del progetto.

Anche Confin si prepara a un ulteriore sviluppo: sono previsti circa 30 milioni di franchi per una nuova seggiovia, l’innevamento programmato e un ristorante in quota. L’intervento segue il proprio iter autorizzativo, con un obiettivo di realizzazione nei prossimi due anni e mezzo. Il rafforzamento dell’inverno accompagnerà la crescita delle proposte estive e del benessere, mantenendo lo sci tra le esperienze centrali della destinazione.

La crescita delle presenze richiede attenzione anche all’accessibilità del villaggio. L’autosilo previsto sul terreno USTRA, con 400 posti auto e un’area commerciale al pianterreno, è un progetto pubblico-privato in fase avanzata, sostenuto anche da imprenditori svizzeri. «La collaborazione con il Comune è fattiva e costante. Si fonda su una condivisione di intenti e su un rapporto di fiducia costruito nel tempo», afferma Artioli. La continuità del confronto con il Municipio di Mesocco e il Patriziato permette di coordinare l’iniziativa privata con la pianificazione e le esigenze della comunità, unendo le competenze necessarie alle prossime fasi.

Il progetto guarda al 2035 con un investimento complessivo intorno ai 500 milioni di franchi, destinato a far crescere insieme ospitalità, mobilità, servizi e spazi sportivi. Artioli punta a un’economia locale più solida, con nuovi posti di lavoro e opportunità per le generazioni successive, preservando la dimensione del villaggio e il rapporto con la natura. «Mi auguro di vedere un paese nel quale le persone possano trascorrere una settimana o più trovando attività, servizi e occasioni di scoperta in ogni stagione, dove sentire parlare italiano, tedesco, inglese e tante altre lingue. Sarebbe il segno di una San Bernardino capace di farsi apprezzare, conservando però la propria identità alpina e la propria cultura di lingua italiana».

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