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22.11.2019 - 12:290

I fiori a Lara, le preghiere della nonna, le pannocchie della fattoria in Kosovo: Behrami inedito

"Abbiamo deciso di andarcene in Svizzera dopo che mio padre fu picchiato in mezzo alla strada", ha raccontato. "Il calcio me lo sono goduto, dalle belle auto alle culture diverse, ma è un mondo che fa perdere di vista il valore di certe sfumature"

ROMA – Ha identificato Udine come la sua casa ideale, dove vivere con Lara Gut. Valon Behrami non è mai banale, quando parla in un’intervista e non lo è stato nemmeno in una lunga chiacchierata con il giornalista italiano Gianluca Di Marzio.

A partire dai ricordi di guerra… “Ero piccolo ma ho visto i miei genitori piangere. Un giorno mio papà è stato picchiato in mezzo alla strada e sarebbe anche potuto morire, così abbiamo deciso di andarcene in Svizzera”, e delle difficoltà di adattamento iniziali. Si sa, ad essere determinante per la famiglia Behrami è stato il calcio, nel senso che quando stavano per essere espulsi dalla Svizzera, la bravura di Valon col pallone ha fatto sì che potessero essere aiutati a restare qui. Il resto è storia nota.

Ma quel che è inedito, nell’intervista, sono i rimpianti di Behrami. “Avrei preferito restare a vivere nella fattoria di mia nonna tra le pannocchie, gli alberi e gli animali dove mi sentivo a casa piuttosto che diventare calciatore”. Udine gli ricorda, come paesaggio, la fattoria della nonna, figura importante nella sua vita: "Prega sempre per me. È una bella sensazione sapere che c’è lei che mi pensa”. 

Sul mondo del calcio porta la sua visione: schietta e senza dubbio che fa riflettere. “Me la sono goduto a pieno ed è stato tutto fantastico, dalle belle macchine alle culture, nuove, che ho avuto la fortuna di conoscere e apprezzare. Purtroppo però è un ambiente dove va tutto troppo veloce e si rischia di perdere di vista il valore di certe sfumature della vita”.

Non lo vuole ancora lasciare, ha rinunciato a due anni di contratto col Sion che lo cercava da anni perché il suo fisico, ancora convalescente, è stato troppo sollecitato. E ha pure detto no, prima, a un’offerta dall’Arabia Saudita, per non stare lontano dalla famiglia. “Non cerco soldi, voglio alimentare una passione. Stare bene".

Intanto, racconta anche qualcosa in merito alla sua vita con la moglie Lara Gut. “Le mando fiori e poi mi piace sorprenderla, quando torna dalle gare le faccio trovare la cena pronta. Se vado mai a vederla sciare? Certo, appena posso! Anche se lassù in cima alla montagna fa sempre un freddo cane”.

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