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Svizzera
29.10.2017 - 14:280
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

La delusione della comunità tamil, "non hanno nemmeno ritirato le ceneri". E Quadri ha pronta un'interpellanza

C'è dispiacere fra i connazionali per la richiesta di asilo politico della moglie e delle figlie dell'uomo ucciso a Brissago: "non sappiamo se avessero già in mente questo. Però non si fa così". Il leghista la inoltrerà appena inizierà la sessione invernale alle Camere. "Ci hanno infinocchiato"

BELLINZONA – Le ceneri del richiedente l’asilo ucciso a Brissago sono rimaste abbandonate presso chi si è occupato del funerale. Nessuno le ha prese con sé, non riposeranno, almeno per il momento, in Sri Lanka.

La sua famiglia era venuta, aiutata dall’Ambasciata Svizzera, in Ticino per i funerali, poi, come riportato nei giorni scorsi, ha chiesto asilo politico a Basilea. Lo hanno fatto moglie e figlie, il fratello è scomparso, e la comunità tamil è delusa, come dicono alcuni al Caffè.

Noi viviamo qui e siamo grati a questo Paese di averci accolti. Ecco perché il comportamento di Vijitha, delle figlie e del fratello di Karan ci fa male”, dicono, spiegando di aver fatto una colletta per aiutare la famiglia. Pensavano a una possibile richiesta d’asilo (così come Norman Gobbi, che è arrabbiatissimo), ma auspicavano che fosse fatta in un secondo momento, dopo essere rientrati in patria.

“Non hanno nemmeno ritirato le ceneri del povero Karan, sono fuggiti prima”, non si capacitano. Raccontano, come narrato da noi e da liberatv.ch, che “la famiglia ha deciso di seguire questo avvocato che si era presentato il giorno prima per convincerli ad andare a Basilea e chiedere asilo politico lì”. Un avvocato (dovrebbe essere Yasar Ravi) che si era presentato la domenica sera nella casa che ospitava la vedova e le figlie.

La comunità tamil è ben integrata, lavora e non ha mai avuto problemi in Ticino, da qui la delusione.
“Se avevano in mente di fare questo non lo so, sta di fatto che a me non hanno detto nulla. Però è evidente che il sospetto c’è. Forse sono venuti in Svizzera per il funerale già con l’intenzione di restare e di chiedere asilo”, aggiungono. E il fratello del defunto? Nessuno sa dove sia.

Nel frattempo, dalle pagine del Mattino Lorenzo Quadri annuncia che non starà con le mani in mano ed ha già pronta un’interpellanza. “Grazie ai soliti sveltoni della burocrazia bernese, che come di consueto si sono fatti infinocchiare, ci troviamo in casa altri finti rifugiati (che non scappano da nessuna guerra) da mantenere; nonché un clandestino. È evidente che il Consiglio federale dovrà rendere conto, per filo e per segno, di questa ennesima cappellata buonista-coglionista. Tanto più che la fattura grava sul groppone del solito sfigato contribuente”, si legge nell’articolo. E il Consigliere Nazionale, all’inizio della sessione invernale delle Camere Federali, inoltrerà l’atto.
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