Svizzera
20.12.2017 - 09:000
Aggiornamento 19.06.2018 - 15:43

"La Svizzera mostra il suo vero volto e i tanti buchi, come nel celeberrimo formaggio". Autrice di libro semi serio contro il nostro paese lo distrugge in alcuni articoli

Januaria Piromallo ha appena dato alle stampe "Te la do io la Svizzera. Heidi non abita più qui" e in pochi giorni ha scritto dei disagi sull'autostrada per la neve (successi a lei) e sui treni (alla figlia). Promozione per il suo volume? E non risparmia un noi contro voi

BERNA - Qualche giorno fa, il suo articolo su Il Fatto Quotidiano sulla Svizzera bloccata da qualche fiocco di neve aveva suscitato scalpore: "il paese più organizzato del mondo. Dove tutto funziona con la precisione di un orologio, ma solo se non si inceppa il meccanismo che loro credono infallibile", si leggeva. Poi parlando di due pensionati solidali veniva detto che solitamente gli svizzeri non lo sono, e che "qualsiasi cosa facciamo noi, nel bene e nel male, ci bollano con quella aria di sufficienza: ah, les italiens! Adesso siamo noi patentati a dire: ah, les swisses!". 

L'autrice è la giornalista e scrittrice Januaria Piromallo, che adesso rincara la dose. Non solo le auostrade non funzionano a dovere per la neve, ma neppure i treni. Perchè questo accanimento? La donna non nasconde di aver appena pubblicato un libro, "Te la do io la Svizzera. Heidi non abita più qui (Giunta editore), pamphlet semi/serio in cui mi sono divertita a prendere a picconate i falsi miti del paese più invidiato del mondo. Dove tutti vorrebbero andare a vivere. Alcuni anche a morire". Guarda caso, il giorno in cui rimaneva bloccata in autostrada, a una fiera il libro pareva andare alla grande. E adesso i treni, coi soliti luoghi comuni. Non sarà anche un po' di pubblicità, proviamo a insinuare?

Intanto ecco il secondo articolo di Piromallo:

"17 dicembre: è successo a mia figlia minorenne. Bloccata a Brig (Svizzera), fatta scendere dal treno. Secondo la loro versione c’era sciopero e, da bravi svizzeri, anziché lasciare che il treno arrivasse a Domodossola (e poi permetterle lì di salire su un altro treno o pullman). Parcheggiata, lei e molti altri, nella sala d’aspetto della stazione. Abbandonati al loro destino. A chi si azzardava a chiedere spiegazioni rispondevano scorbutici che sarebbe arrivato un altro treno. Chissà quando… Boh, allargavano le braccia.

Poi dopo 4 ore e mezzo hanno detto che era stato cancellato, dando la colpa allo sciopero in Italia (ah, les italiens, sempre colpa nostra!). Peccato che lo sciopero, a singhiozzo fino alle 17, fosse finito da un pezzo. Peccato che leggevo su un comunicato: “Trenitalia precisa che le Frecce viaggeranno regolarmente”. E Losanna-Brig-Milano è proprio una Freccia. Veloce. Senza intoppi avrebbe impiegato 3 ore e 20 minuti.

Comunque anche con lo sciopero ci sono accordi tra i due paesi che garantiscono l’arrivo a destinazione dei convogli internazionali. Cosa abbia mandato in tilt il trenino non ci è dato di sapere.

A mia figlia non rimaneva altra soluzione che prendere il treno direzione Rolle che la riportava in collegio. E io che l’aspettavo per cena a Milano.

“Da Napoli in su, niente funziona… Dovremmo cambiare stereotipo e prendercela un po’ con gli svizzeri”, la battuta all’unisono degli attori veraci Andrea Renzi e Enrico Ianniello, miei ospiti. Hanno finito ultima replica al Piccolo Teatro del “New Magic People Show” (al Teatro Eliseo di Roma dal 20 dicembre fino al 7 gennaio 2018). Mentre Luciano Saltarelli, altro compagno di proscenio, incalza: “So che molti svizzeri vogliono prendere la cittadinanza da noi…”. Spiritosaggine a parte. Alcuni “ingranaggi” stanno mostrando la loro ruggine.

Il giorno dopo le cose vanno di male in peggio. Mia figlia parte alle 10.45 da Rolle, arriva a Milano alle 22.30. Cosa è successo nel mezzo? Un semplice guasto alla locomotiva (forse la stessa che ieri non si è mai materializzata?) che ha costretto un mucchio di viaggiatori ad aspettare sempre a Brig per 5 ore un altro treno. Ma dove sono andate a finire le loro regole scandite dalla puntualità, dall’ordine? E’ saltata anche la loro weltanschauung.

Gli svizzeri sono come gli orologi che portano al polso. E non te l’aspetti che i meccanismi che loro credono infallibili si inceppino. E se succede tutta la confederazione va in tilt. 

All’incirca una settimana fa (domenica 10 dicembre) sono rimasta bloccata per 7 ore sul tratto autostradale Aigle-Martigny, per pochi centimetri di neve. Carne in scatola, così ci ha trattato la gendarmerie, senza darci spiegazioni, mentre sull’altra corsia il traffico scorreva regolare. “Indebolita da una crisi dalla quale non sembra più uscire, la Svizzera ci tiene a mantenere la sua immagine di Paese idilliaco, pacifico e neutrale, tutto corni alpini, orologi di precisione ed edelweiss. Giù la maschera, la Svizzera mostra il suo volto. E i tanti buchi, come il loro celeberrimo formaggio.

P.S. Io e Daniela Santanchè siamo spesso su binari opposti d’opinione. Ma per una volta mi trovo assolutamente d’accordo con lei: “Si rimane in Italia queste vacanze. I soldi si fanno circolare da noi. Io vado a Courmayeur, anche lì ci sono panorami mozzafiato e  neve stupenda. Altro che la Svizzera”.

Insomma, non si risparmiano gli attacchi, in un noi contro voi, che non fa mai bene. Nella foto, utilizzata per l'articolo originale, il tragitto che la ragazza ha compiuto in treno
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