Due italiani di 24 e 30 anni avevano varcato il confine con il serpente ma sono incappati in un controllo delle Guardie di confine
PORTO RONCO – Gli agenti dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) in servizio nel Locarnese hanno effettuato una singolare scoperta la settimana scorsa. Durante un controllo nelle retrovie, attorno alle due di notte tra giovedì e venerdì, a pochi chilometri dalla dogana i di Madonna di Ponte hanno infatti fermato un’auto con a bordo due italiani di 24 e 30 anni. Gli agenti, si legge nella nota delle guardie di confine, hanno notato che il passeggero aveva sulle gambe una scatola all’interno della quale è stato scoperto esserci un pitone reale vivo. Il rettile, lungo circa un metro, era stato acquistato il giorno precedente in Italia, ma era privo delle necessarie autorizzazioni all’importazione. I due giovani fermati non hanno infatti potuto esibire alcun certificato CITES, necessario per le specie protette. Il rettile è stato così sequestrato. Gli agenti hanno inoltre notato che l’uomo alla guida del veicolo viaggiava a bordo di un mezzo con targhe italiane, ma era domiciliato in Ticino. Per questo motivo è stato imposto lo sdoganamento dell’auto.
La Convenzione CITES
Molte specie di animali e piante selvatiche rischiano di diminuire o sono minacciate di estinzione. La dogana sorveglia l'importazione, l'esportazione e il transito di animali e piante protetti, nonché di loro parti o prodotti, secondo le disposizioni della conservazione delle specie (CITES Fauna e CITES Flora) sia per gli invii commerciali sia per il traffico turistico. Se l'importazione o l'esportazione di animali e piante protetti avviene illegalmente, la merce può essere sequestrata come pegno doganale. Ulteriori informazioni: Conservazione delle specie (CITES).