Tribuna
08.03.2017 - 20:060
Aggiornamento 19.06.2018 - 15:43

Consiglio di Stato, vorremmo più attenzione ai problemi delle donne

di Natalia Ferrara e 37 cofirmatari

A livello svizzero, secondo l’ultimo rapporto del Forum economico mondiale, il divario tra uomo e donna persiste, perdendo la Confederazione ben 3 posizioni. Su 144 nazioni, il nostro Paese si piazza al 15esimo posto per l'emancipazione politica (+3) e al 30esimo per le opportunità economiche (-13), ma è solo 61esima in materia di educazione (+8) e solamente 72esima (+2) per la salute. Meglio della Svizzera non troviamo solo i Paesi nordici, ma anche Ruanda, Filippine, Slovenia e Nicaragua. La situazione elvetica – considerati i mezzi sia economici che democratici a disposizione – è dunque preoccupante. Allo stesso modo quella ticinese, considerato che il nostro Cantone si situa agli ultimi posti su scala nazionale. In effetti, nel confronto intercantonale, il Ticino non brilla, purtroppo, per l’uguaglianza. Uno studio sul decennio 2000-2010 dell’Ufficio di statistica comprova chiaramente come nel nostro Cantone la parità fra uomini e donne sia ben lontana dall’essere raggiunta: le disuguaglianze permangono nel mondo lavorativo, in quello politico e nella vita famigliare. Vero è però anche che in Canton Ticino, negli ultimi anni, si sono susseguiti numerosi atti parlamentari sui temi della parità e sulle questioni di genere, sia in relazione ai diritti politici della donna, sia all’inserimento (e la permanenza) nel mondo del lavoro e, sempre più spesso, in relazione alla accertata – ormai notoria – disparità salariale tra donna e uomo. È dunque comprovata una volontà politica forte e trasversale per affrontare questi temi efficacemente, con l’obiettivo di andare oltre quanto già fatto e quanto in procinto di fare da parte dal Consiglio di Stato e della pubblica amministrazione. L’attenzione dimostrata dai Partiti, dai deputati, dalle organizzazioni di area, dovrebbe dunque trovare ora il medesimo spazio all’interno del Governo, affinché gli atti parlamentari tuttora inevasi e quelli già trattati possano insieme (e celermente) contribuire a migliorare la parità tra donna e uomo. Di seguito un breve riepilogo di alcuni atti parlamentari e delle decisioni governative che ne sono scaturite (riportiamo solo i titoli, ndr). Interrogazione del 28 febbraio 2014 “Verificare la parità salariale all’interno dell’Amministrazione cantonale attraverso lo strumento gratuito Logib: quali i risultati emersi?” Considerato che sono trascorsi 3 anni, è importante chiedersi se e in quale misura il Governo abbia promosso l’uso dello strumento Logib alle aziende parastatali e agli enti autonomi. Mozione 21 marzo 2016 “Meno traffico e costi, più sviluppo, qualità di vita e migliore conciliabilità tra lavoro e famiglia grazie al telelavoro" Si tratta dunque di capire se il Governo ha istituito il gruppo di lavoro interdipartimentale citato nel Messaggio n. 7217 relativo al telelavoro e a che punto è quest’ultimo nello svolgimento del suo incarico. Mozione 10 marzo 2014 “Introduzione del bilancio di genere quale strumento di politica della parità” Il Gran Consiglio, per parte sua, nella seduta del 18 aprile 2016, ha accolto le conclusioni del citato rapporto, seppur con una forte limitazione, essendo stato approvato un credito pari a CHF 50'000.00 per avviare un progetto pilota di bilancio di genere. Visto tutto quanto precede, sinceramente impegnati sui temi di genere, ci permettiamo di sollecitare il Governo e in modo particolare chiediamo: 1. Il Governo ha promosso l’uso dello strumento Logib alle aziende parastatali e agli enti autonomi come indicato nel 2014? Quali sono i risultati ad oggi, trascorsi ormai 3 anni per verificare con uno strumento scientifico il grado di parità / disparità salariale? 2. Il Governo ha istituito il gruppo di lavoro interdipartimentale citato nel Messaggio n. 7217 relativo al telelavoro? Sono iniziati i lavori di detto gruppo e a che punto sono? Quando sarà possibile avere informazioni e riscontri puntuali sul tema? 3. Il Governo ha predisposto quanto necessario per avviare un progetto pilota di bilancio di genere come da impegno preso nel Messaggio n. 7160? Se non è il caso quando verrà avviato detto progetto? 4. Per quale motivo il Governo non ha ancora evaso la mozione 14 dicembre 2015 “Adozione di un Piano d’azione cantonale per la parità” sottoscritto da ben 29 deputati di quasi tutti i Partiti? A che punto è la trattazione di questo importante atto parlamentare, che chiede l’adozione di un piano cantonale per la parità in cui vengano individuate misure atte a lottare in maniera coordinata e coerente contro le disparità tuttora presenti in Ticino? 5. Per quale motivo non è nemmeno stata evasa l’interrogazione del 10 maggio 2016 “Tutela delle mamme lavoratrici e misure per la conciliabilità lavoro e famiglia”? E quali sono le risposte puntuali a questo atto parlamentare? Natalia Ferrara (PLR) e 37 cofirmatari, segnatamente: Nicola Pini (PLR), Germano Mattei (Montagna Viva), Raoul Ghisletta (PS), Gianrico Corti (PS), Matteo Quadranti (PLR), Graziano Crugnola (PLR), Henrik Bang (PS), Fabio Badasci (Lega), Giacomo Garzoli (PLR), Andrea Giudici (PLR) Giorgio Galusero (PLR), Alex Pedrazzini (PPD), Fiorenzo Dadò (PPD), Tamara Merlo (Verdi), Nadia Ghisolfi (PPD), Lisa Bosia Mirra (PS), Daniela Pugno Ghirlanda (PS), Giovanna Viscardi (PLR), Michela Delcò Petralli (Verdi), Amanda Rückert (Lega), Milena Garobbio (PS), Giorgio Fonio (PPD), Pelin Kandemir Bordoli (PS), Giancarlo Seitz (Lega), Tatiana Lurati Grassi (PS) Gina La Mantia (PS), Sabrina Gendotti (PPD), Carlo Lepori (PS), Bruno Storni (PS), Sara Beretta Piccoli (PPD), Claudia Crivelli Barella (Verdi), Alessandra Gianella (PLR), Fabio Käppeli (PLR), Jacques Ducry (PS – Indipendente), Paolo Pagnamenta (PLR), Sebastiano Gaffuri (PLR), Francesco Maggi (Verdi)
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