Tribuna
20.03.2020 - 13:380

Rocco Cattaneo: "Cosa stiamo imparando da questa pandemia?"

Il consigliere nazionale PLR: "Il coronavirus porta a fermarci, riflettere e rivalutare quei valori che abbiamo dato per scontati e sono andati persi"

*Di Rocco Cattaneo

In questi giorni si parla solo del Covid-19, il tanto temuto Coronavirus. Dalla Cina in Italia, fino ad arrivare in Ticino e in Svizzera, da noi. In tutto il Mondo i casi aumentano e, se per alcuni versi si sente parlare di guarigione, sono all’ordine del giorno anche i decessi. Il panico è generale. Purtroppo c’è anche chi strumentalizza tutto ciò, senza rendersi conto che “seminare terrore” porta solo ad un ulteriore inasprimento della situazione.

Noi politici dovremmo rappresentare al meglio il cittadino, proteggerlo anche in situazioni di crisi come in questo momento, in cui è stata comunicata la “pandemia” dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Da politico, che siede in Parlamento federale, posso essere soddisfatto dei provvedimenti presi dai nostri governi, cantonale e federale. Non voglio, però, vedere il mio Cantone in ginocchio e, per questo, ci tengo a sottolineare che bisogna restare tranquilli.

Tutti assieme riusciremo a superare questa “crisi” e sono sicuro che ci ritroveremo più forti di prima. Leggevo tempo fa del significato della parola “crisi” (wēijī 危机) in cinese (per restare in tema). È composta da due caratteri: uno rappresenta il “pericolo” (wēi 危) e l'altro rappresenta l'”opportunità”( jī 机). Nel nostro caso, il coronavirus è un pericolo per tutti, motivo di panico. È un’“opportunità” per noi, per superare assieme, con fiducia e serenità questo periodo.

Quando parlo di opportunità mi sovviene una domanda: cosa stiamo imparando da questa pandemia?

Sicuramente dovremo rivalutare il nostro modus vivendi. Siamo “costretti” a limitare le uscite, anche per poter lavorare dobbiamo restare in casa. L’impiego del telelavoro: oggi capiamo l’enorme potenziale di questo “sistema produttivo”. Ciò dovrebbe essere un segnale positivo per il futuro. Poter conciliare famiglia-lavoro dovrebbe diventare una prerogativa di molte aziende. Basti pensare a quanti benefici si trarrebbero: dalla riduzione del traffico nelle ore di punta all’aumento del rendimento del personale impiegato, fino ad avere a disposizione maggior tempo per le attività di svago e per la famiglia. Purtroppo, non siamo ancora pronti ad una visione di lavoro da remoto. In questi ultimi giorni si sono riscontrati grossi limiti alla nostra rete sia fissa sia mobile, gli stessi confermati anche da Swisscom. Occorre, dunque investire maggiormente e subito in questo settore per aumentare la capacità di trasporto dei dati su tutto il territorio nazionale, ma soprattutto nelle valli che sono state finora troppo trascurate.

Il coronavirus porta a fermarci, riflettere e rivalutare quei valori che abbiamo dato per scontati e sono andati persi. La famiglia, ad esempio, ora è il nostro punto di riferimento, il “focolaio della casa” dove possiamo ritrovare la forza, il coraggio e l’amore per superare questa situazione delicata.

Siamo tutti una grande famiglia che deve aver fiducia nelle autorità, cantonale e federale, e negli esperti che ogni giorno ci informano come proseguire per contrastare il Covid-19. A tale proposito è necessario ringraziare e sostenere moralmente tutto il personale sanitario che sta vivendo in prima linea questa grande sfida, le forze dell’ordine tutte, i mass media e le persone coinvolte che garantiscono l’approvvigionamento dei beni di prima necessità e i farmaci. A tutti voi lettori voglio dire che la storia aiuta a ricordare: ci siamo sempre alzati e siamo ritornati più forti. Facciamo in modo di restare uniti e fiduciosi.

*Articolo apparso sull'ultima edizione di Opinione Liberale

 

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