Cronaca
15.12.2017 - 21:340
Aggiornamento : 21.06.2018 - 14:17

Dalle scatole cinesi e il prezzo simbolico a quei milioni che non si sa dove siano finiti: i dubbi su Darwin

10 milioni di debito, altrettanti prestati da una banca luganese poco prima della vendita che non è avvenuta a Adria ma a Phoenix, un'azienda detenuta da Adria stessa. A garanzia, cinque dei sei aerei che ora finiranno in America. E Lugano Airport vuole saperne di più

LUGANO – Darwin era in una situazione delicata sin da tempo, stando a Teleticino che cita fonti informate dei conti della compagnia fallita da pochi giorni. Infatti, dopo il commissariamento di Alitalia, bisognava o vendere o chiudere: e Etihad ha scelto di vendere.

Ad acquistare la Darwin un sistema di scatole cinesi, ovvero una società di Zugo, la Phoenix, detenuta al 100% da Adria, a sua vuota detenuta al 100% da 4k. In teoria, dunque, la voglia di investire c’era… e quattro mesi dopo, si parla di grounding.

Darwin valeva circa 23 milioni di franchi, al momento della cessione. Etihad aveva immesso dei capitali, e una banca luganese aveva concesso un prestito di 10 milioni su pegno dell’intero patrimonio. Dunque, come garanzia vi erano cinque dei sei aerei posseduti, che ora probabilmente finiranno in America. Anche Adria ha avuto, pare, un ruolo nel finanziamento, con il gesto di garantire un’ipoteca.

Le domande, comunque, rimangono. La compagnia è stata venduta a prezzo simbolico, 100mila franchi, e quattro mesi dopo è collassata. Cosa è accaduto nel frattempo? Come mai sono stati messi in pegno gli arei? Dove sono finiti i soldi?

Sembrerebbe che Lugano Airport abbia intenzione di rivolgersi all’Ufficio fallimenti per chiarire che fine, appunto, abbiano fatto 12 milioni.
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