Cronaca
29.11.2018 - 12:200

Paolo Clemente Wicht, scarcerazione con polemica

Non ci sarebbero più rischi di collusione o inquinamento prove, o meglio potranno essere neutralizzati dalle misure sostitutive al carcere. Il legale attacca il procuratore

BELLINZONA – Era stata chiesta, da parte del procuratore Andrea Minesso, una proroga di tre mesi. Ma giudice dei provvedimenti coercitivi Ursula Züblin ha accolto così la richiesta del difensore, Elio Brunetti, e ha deciso che Paolo Clemente Wicht può tornare in libertà.

L’ex presidente dell’UDC è in carcere da fine agosto, accusato di aver sottratto quasi 7 milioni all’ex moglie e di un investitore. Rimane indagato e può uscire di prigione perché, come anticipa la RSI, i rischi di collusione o inquinamento delle prove rimasti possono essere scongiurati con delle misure sostitutive dell’arresto, a cui dovrà attenersi per i prossimi tre mesi.

Non sono mancate le polemiche, perché Brunetti ha attaccato Minesso, parlando di un’inchiesta che “avanza a rilento, condotta in maniera del tutto approssimativa e nella totale improvvisazione”.

Wicht inizialmente negava tutto, adesso pare aver ammesso almeno parzialmente le sue colpe.

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