Cronaca
12.06.2019 - 14:500

Il Municipio di Lugano invita, i molinari dicono no. "Non dite che siamo brutti e cattivi, non vogliamo essere presi in giro"

Per il CSOA, la missiva che chiede un incontro con un gruppo di lavoro è una "proposta indecente. Sono 15 anni che parliamo, e 5 anni fa spiegammo ancora in dettaglio le nostre esigeze, trovandoci davanti il vuoto totale"

LUGANO – I molinari dicono no a un incontro con un gruppo di lavoro proposto dal Municipio. Non piace loro la data scelta, quella di venerdì in cui parteciperanno allo sciopero delle donne (o almeno, la lettera dice il 13, un’intervista parla del 14…), non gradiscono il modo in cui è formulato l’ “invito”, a firma di Fabio Schnellmann, di cui non capiscono i veri contenuti di discussione.

“Se non si conoscesse la storia e il passato, potrebbe sembrare una parvenza di apertura. Conoscendola e avendola vissuta intensamente e ripetutamente sulla nostra pelle, nient’altro, invece, che una chiara provocazione. O altresì detto: l’ennesima proposta senza senso”, ironizzano. “I mandanti della missiva precisano che, per partire con il «giusto approccio», ritengono fondamentale incontrare una nostra «delegazione di 2-3 elementi» (tanto per stabilire loro le loro regole del gioco) per «un coinvolgimento inteso a capire le nostre riflessioni sulla situazione», convocandoci a un primo appuntamento che «avverrà giovedì 13 giugno presso il grottino (!) comunale di Viganello». Si dicono inoltre «certi della nostra partecipazione» (non vi è altra opzione d’altronde, vero?) per poi confondere le acque, in un’intervista rilasciata al quotidiano laRegione dal firmatario della missiva Fabio Schnellmann, nella quale – ribadendo che sembrava loro «un passo dovuto e che sarebbe stato fuori luogo decidere o proporre soluzioni senza interpellare l’interlocutore per capire le sue esigenze» (ah già, improvvisamente esistiamo pure noi..) – indicano la data del 14 giugno come proposta dell’incontro (svista giornalistica? altro?)”.

Ma loro non ci saranno. Prima di tutto, appunto, perché se si parla del 14 i molinari sono impegnati a sostegno dello sciopero delle donne (“proporre tale data denota invece la chiara natura maschio-menefreghista dell’esecutivo cittadino. Di fatto una chiara proposta indecente”), poi perché sostengono che sono 15 anni che parlano, e “già 5 anni fa, a uno degli ultimi incontri avuti – con le tre astute “Old Fox” (intendendo Borradori, Schnellmann e Bertini, ndr) – sviscerammo, su loro richiesta e per l’ennesima volta nel dettaglio, le nostre esigenze. Risultato? Di fronte al vuoto totale e alla presa in giro generale («non vi elenchiamo le proposte di sedi alternative perché non ce le vogliamo giocare»), decidemmo di uscire definitivamente dalle trattative e dall’inutile, stagnante e ridondante mancanza di serietà”.

“Proporre un incontro – ancora una volta tramite stampa per aumentare la pressione – senza indicare su quali temi e con quali entità ci dovremmo confrontare, non fa altro che confermare le nostre sensazioni di indecenza. Così come la presenza di un poliziotto come rappresentante del cantone dimostra che del processo d’autogestione, non hanno ancora capito niente (nel senso.. come si fa a “discutere” con un rappresentante delle forze dell’ordine, lo stesso esecutore dello stato securitario al quale da sempre ci opponiamo?)”, prosegue il CSOA.

Che, appunto, rispedisce l’invito al mittente. “E per favore non diteci che «allora avevamo ragione, guardate come sono brutt* e cattiv* le molinare e i molinari che non vogliono dialogare». No, quello che non vogliamo è soprattutto essere pres* in giro. E men che meno dai padri padroni di questa città! Quello che vogliamo è invece continuare a sperimentare, a sostenere e a praticare autogestione, solidarietà, conflitto, culture dal basso e dignità per tutte e tutti.
E vogliamo continuare a farlo, nell’apertura, nel dialogo e nel confronto costante, negli spazi da noi al momento ritenuti più consoni e da noi occupati e ridati alla popolazione esclusa da Lugano, da ormai 17 anni”.

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